4 TERZI TEMPI 1 3168

Il terzo tempo è sicuramente il momento più atteso della partita, specialmente per chi ha fatto soltanto colazione o, se è stato fortunato, il pranzo sportivo a base di pasta in bianco, prosciutto e parmigiano. Noi Delinquenti ci siamo improvvisati critici culinari e chef pluristellati e, seguendo le linee guida dettate da Alessandro Borghese, abbiamo fatto un viaggio tra i “rettangoli ovali” basato sulla nostra esperienza, creando la rubrica universale “4 TERZI TEMPI”.
Abbiamo deciso di stereotipare ogni terzo tempo italiano in 4 diverse situazioni che differiscono per: LOCHESCION, MENÙ e SERVIZIO.
Non abbiamo il furgone nero con i vetri oscurati della redazione Sky, però la nostra Panda 4×4 ci ha accompagnato durante tutto il viaggio.

IL PRIMO TERZO TEMPO:

Sicuramente il più lussuoso e il più raro in cui ci siamo trovati.
LOCHESCION: club house addirittura arredata. Sedie in legno massello offrono una seduta confortevole e facilitano la digestione. Si è circondati da trofei e foto gloriose della squadra di casa. Aria condizionata. Wi-fi free zone. CI PIÀSCE!
MENÙ: risotto mantecato su un letto di asparagi massaggiati con acqua distillata raccolta dalle gocce di rugiada mattutine.
Acqua in bottiglie di vetro e birra a pagamento. NON CI PIÀSCE!
SERVIZIO: maître serveur in forte abito bianco che fa rispettare la fila ai giocatori affamati. NON SO SE CI PIÀSCE.

IL SECONDO TERZO TEMPO:

Sofisticato e multiculturale.
LOCHESCION: club house modesta, sedie normali. Precedenza alla socializzazione: niente Wi-fi. CI FA PIASCÈRE!
MENÙ: cous-cous alle verdure preparato dalla zia in seconda di Mamadù, l’estremo della squadra. La leggenda narra che una volta giocasse in questa squadra che ci ha ospitati anche Chang di Singapore. Egli provò a proporre il sashimi al terzo tempo, ottenendo scarsi consensi e una reazione non poco violenta da parte di tutti i piloni. A LORO NON PIÀSCE!
SERVIZIO: il cous-cous è naturalmente servito dalla zia di Mamadù in forte abito tradizionale dai mille colori. Questo insieme di tradizioni prima a noi sconosciute CI PIASCÈ.

IL TERZO TERZO TEMPO:

Scusate il gioco di parole. A differenza del secondo, questo terzo tempo di straniero ha soltanto la formula “ALL YOU CAN EAT”.
LOCHESCION: tanti tavoli e panche di legno sparse in tutta la palestra adattata a ristorante. Tra un bilanciere e un manubrio da 12 kg si possono assaporare tutte le prelibatezze. A NOI PERSONALMENTE PIÀSCE.
MENÙ: parmigiana di melanzane di zia Antonia di Campobasso, torte rustiche multiple di nonna Maria, peperonata di Reggio Calabria, pane e ‘nduja, tortellini in brodo, lasagna alla bolognese, pasticcio di frigorifero pieno, arrosticini, salsicce, mozzarelle di bufala e chi più ne ha più ne metta. Inutile dirvi che questo CI PIÀSCE!
SERVIZIO: come ogni All You Can Eat che si rispetti, il servizio è fai da te. Cavolo se CI PIÀSCE!

IL QUARTO TERZO TEMPO:

È senza dubbio il più delinquente.
LOCHESCION: magazzino di rimessa degli attrezzi. Wi-fi? A cosa serve il wi-fi se c’è l’odore di benzina del tagliaerba nell’aria?
L’odore di benzina CI PIÀSCE!
MENÙ: pasta scotta al sapore di Vinavil, sugo finto color arancione. Questo non CI PIÀSCE per niente.
SERVIZIO: immaginate la signora Trinciabue di “Matilda sei mitica”. Adesso immaginatela due volte più larga e immaginatela nell’atto di affondare il mestolo incrostato nella vasca di pasta, estrarlo e buttarlo energicamente nel vostro esile piatto di plastica. Questo CI FA RIDERE.

E voi mentre sorseggiate un boccale di birra, in quale situazione preferireste trovarvi?
Raccontateci le vostre esperienze.

di Federico Laguzzi

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