5 brutti infortuni avvenuti su un campo da rugby 0 6819

 

Vi siete già adagiati sugli allori? Avete messo quei chili che a settembre farete fatica a giustificare?L’unico ovale che afferrate è l’anguria sotto l’ombrellone? Tranquilli, ci siamo noi a riportarvi sul campo e nel modo più brutale.

Ci sono due cose sicure nel rugby: la birra del terzo tempo e almeno un infortunio più o meno grave in carriera. La paura di ogni giocatore e di ogni madre.

La rubrica che segue non vuole né dimostrare la durezza di questo sport rispetto a un altro (ognuno ha i suoi pericoli) né essere una motivazione per demotivare i giovani rugbysti.

I deboli di cuore e i calciatori sono pregati di fermarsi qui.

La battaglia di Nantes

No, non è una cronaca di una qualche guerra europea. Nantes è stata invece il teatro di uno dei match più cruenti della storia del mondo ovale e che ancora oggi fa parlare di sé per alcuni sospetti di doping nei confronti dei francesi.

Blues che quel giorno del 1986 sconfissero gli All Blacks per 16 a 3. Non è però il risultato ad averla resa famosa come “la più infame partita della storia del rugby” ma la condotta dei galletti e i conseguenti infortuni neozelandesi. Protagonista di quella partita, nell’ottica di questa rubrica, fu Wayne Shelford, numero 8 All Blacks. Al 20° minuto, durante una ruck, il pilone francese Ondarts salì con i suoi tacchetti su Shelford lacerandogli lo scroto. Con calma stoica Shelford raccolse il testicolo fuoriuscito e si fece ricucire il tutto dal medico di squadra per poi rientrare in campo. Non concluse la partita “solo” per una commozione cerebrale, conseguenza di un altro scontro.

Coppa del Mondo 2011

Richie McCaw. Ogni aggettivo sarebbe superfluo e ridondante per lui. Parliamo allora di quando nel 2011 nascose a tutti i compagni, agli allenatori e ai media la sua frattura al piede che per tutto l’anno l’aveva tormentato ma che sopportò dai gironi fino alla finale vinta contro la Francia. “Ho continuato a dire che stavo bene, che mi sentivo in forma anche se non mi allenavo per niente… ho dovuto stringere i denti e ho provato a camminare naturalmente”.

Nicholas Schonert

Pilone dei Worcester Warriors. Come trovarsi al posto sbagliato, nel momento sbagliato contro il giocatore sbagliato. Nel 2015 Schonert durante uno scontro con Maro Itoje ricavò un taglio sulla guancia sinistra ricucito con 40 punti di sutura.

Morgan Stoddart 

Il 6 agosto 2011 l’ala/estremo gallese, durante una partita di riscaldamento contro l’Inghilterra, si ruppe una gamba in seguito al placcaggio dell’avversario Armitage. L’infortunio gli costò la partecipazione alla coppa del mondo.

Waisake Naholo

Infortunio a lieto fine, per non traumatizzarvi troppo. Naholo si ruppe il perone nella sua partita d’esordio con la Nuova Zelanda il 15 luglio 2015. Per i medici non aveva alcuna speranza di giocare il mondiale. Lo zio allora lo richiamò dalle Figi per curarlo con le foglie della pianta Kawakawarau, un rimedio naturale considerato dagli abitanti del luogo un dono di Dio. Applicate sulla gamba del nipote ebbero un effetto immediato: Naholo potè tornare tra i convocati. Giocò due partite al mondiale e segnò una meta.

Godetevi le vacanze delinquenti. Il campo vi aspetta.

 

di Manlio Adone Pistolesi

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