5 partite dell’Italia che non dimenticheremo mai 1 8216

In tanti avete letto, seguito, commentato, il nostro pezzo sulle 5 partite che non dimenticheremo mai e per questo vi ringraziamo, siete fantastici! Alcuni di voi ci ha chiesto perché non abbiamo incluso gli azzurri nella nostra personale playlist, ma un motivo c’era: avevamo pianificato un articolo tutto dedicato ai nostri giocatori ed alle partite che più di tutte ci hanno emozionato. Ci avete scoperto, bravi!

 

Francia – Italia, 22/03/1997

Ci sono, nel corso dell’andirivieni storico che è proprio di ogni sportivo, come di ogni squadra, dei punti di svolta dopo i quali tutto sarà destinato a cambiare. Ecco, nella parabola tutta italiana del rugby, la partita con la Francia di Grenoble è sicuramente un punto di svolta epocale. Sì, perché di lì in poi l’italia non sarebbe mai più stata una periferia ovale, ma si sarebbe quantomeno avvicinata al centro, quel centro nevralgico che parla perlopiù inglese e che, fatta eccezione proprio per la Francia, aveva escluso ogni contaminazione non prettamente albionica dalla sua competizione, quel Cinque Nazioni che si stava apprestando a diventare Sei Nazioni. L’italia di Grenoble è una sinfonia ovale, un’orchestra in cui la partitura viene non solo rispettata, ma arricchita da variazioni sul tema di una cura quasi maniacale, è un’opera perfetta, una rapsodia in azzurro che fa impallidire ogni Gershwin del mondo rugbystico. È il manifesto della nostra storia, un incontro che ha cambiato il nostro futuro. Quando pensiamo a Grenoble dobbiamo ricordarci che se oggi siamo qui, è quasi esclusivamente grazie a quella partita.

 

Italia – Francia 12/03/2011

I francesi hanno un problema: spesso sparano sentenze che poi vengono puntualmente smentite. Ecco, nel 2011, quel Vacance Romaine spavaldo, messo come titolo baldanzoso de l’Equipe, è uno di quei casi in cui chi lo ha scritto, ha dovuto poi subire le prese in giro di colleghi fin troppo rammaricati da ciò che è andato in scena allo Stadio Flaminio. Chiudere un tempo sul 6-18, specie per l’Italia, è fin troppo dura come situazione. Ribaltare il risultato e vincere 22-21 con un piazzato a un minuto dalla fine, specie per l’Italia, è quasi impossibile. Quasi. Perchè l’Italia di Mallett lotta su ogni pallone, sorretto dalle giocate di Masi, dai piazzati di Mirco Bergamasco e dai cori di un Flaminio stracolmo, pieno di tifosi che usciranno piangendo di felicità dallo stadio. Ultima partita in cui avevamo battuto i francesi? Grenoble, 1997.

Vacance Romaine… pff

 

Italia – Nuova Zelanda, 14/11/2009

Ottantamilacentootto. Lo scrivo in cifre, magari è meglio: 80108. Questi i biglietti venduti per la sfida tra gli azzurri e gli All Blacks che è andata in scena alla scala del calcio, quel San Siro che mai era stato così colmo per un evento così particolare. Quella con la Nuova Zelanda è una sfida impari per natura, un incontro in cui gli azzurri sanno che perderanno, in cui conta solo come si articolerà la trama della sconfitta. Eppure, a dispetto dei pronostici, l’Italia gioca una partita di cuore e grinta, tenendo la partita perennemente sul filo del rasoio e poco importa se alla fine i neozelandesi hanno vinto 6-20 e se ci manca una meta tecnica nel finale (colpa delle tante mischie fatte ripetere a ridosso della linea di Imeta degli AB), gli azzurri hanno messo in scena una enorme prestazione, senza se e senza ma.

 

Italia- Sudafrica, 19/11/2016

È vero, il Sudafrica di Coetzee è stata una parentesi nera della storia recente degli Springboks, dovuta soprattutto ad un ricambio generazionale, ma il mondo proprio non aveva messo in conto quello che sarebbe successo a Firenze. Vedere giocatori, tifosi, giornalisti e commentatori in lacrime è uno spettacolo a cui nessuno era pronto, proprio perché nessuno poteva penare che gli azzurri del neo coach O’shea, che una settimana prima non aveva potuto far niente contro gli All Blacks, avrebbero messo in campo tutto il loro valore, per dimostrare a tutti che il movimento rugbystico italiano ha  ancora tanto da dire. Basta solo dargli del tempo.

 

Italia – Scozia, 5/02/2000

L’esordio nel Sei Nazioni. La partita contro i campioni in carica, la partita del carreer high di Dominguez, la partita in cui il pubblico del Flaminio ha risposto alla perfezione al grande rugby che si presentava sul palcoscenico romano. Una partita epica, giocata con coraggio e passione dal primo all’ottantesimo minuto. Irripetibile, semplicemente irripetibile.

Di Alessandro Ferri

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1 Comment

  1. Grandi partite 🙂

    ps: avete sbagliato highlights alla partita contro la Francia nel 2011, avete messo quelli della vittoria del 2013 😉

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