L’Aquila, i valori del rugby in un corto documentario a nove anni dal terremoto 0 11885

Non c’è famiglia, non c’è squadra, non c’è classe, non c’è quartiere, quasi non c’è condominio, casa addirittura dove non sia nato, non si sia rivelato un giocatore di rugby. A L’Aquila il rugby è un patrimonio culturale.

Mani grandi che tengono un pallone piccolo, occhi che distratti e con semplicità si raccontano e ci raccontano ciò che hanno visto. E un cuore di cui non si può misurare l’immensa grandezza. Questa è la storia che vi vogliamo proporre nell’anniversario del terremoto de L’Aquila, raccontata da Gianmarco Mercurio, protagonista del Corto documentario di tesi triennale di Lorenzo Villa, studente presso il NABA di Milano, corso di Media design e arti multimediali.

Lorenzo per la sua tesi ha deciso di raccontare attraverso fotogrammi, suoni e parole suggestive il patrimonio culturale della città de L’Aquila racchiuso nello sport del rugby. Infatti quella piccola palla ovale che Gianmarco tiene tra le mani in una delle ultime immagini del documentario è una di quelle con cui fa muovere i primi passi nel mondo del rugby alle sue Giovani Aquile, la squadra di minirugby che allena dopo essere stato un’intera giornata in cantiere dove lavora come geometra. La doppia vita degli allenatori, dei rugbisti, come supereroi.

Lui e il giornalista sportivo Marco Pastonesi rivelano come questo sport sia diventato le fondamenta di una città che dal 6 aprile 2009 sta cercando di rialzarsi, ricostruirsi e farsi valere anche partendo dai giocatori stessi che spronano e aiutano la comunità. Così, il primo “attore” del documentario spiega l’impegno degli sportivi nell’allenare questi futuri rugbisti del domani: “Cerchiamo di mostrare loro la parte distrutta della città come un’opportunità di rinnovo. Spiegando loro che diventerà una città bellissima, come d’altronde era prima, e che anche loro avranno una gioventù da vivere in città proprio come noi. Io, come tutti gli altri allenatori della società, anche loro rugbisti o ex, cerchiamo sempre di trasmettere – ai bambini – la massima passione, la massima voglia di giocare e di dimostrare che comunque abbiamo un valore e che possiamo un giorno diventare il futuro che questa città, rugbisticamente parlando, merita. E tornare a volare come una volta.”.

E’ una città che si sta prendendo pian piano le sue rivincite. Infatti come annunciato già a febbraio e confermato in data 7 marzo, L’Aquila sarà aperta a ospitare nuovamente partite di alto livello. La prima di queste si disputerà sabato 14 Aprile allo Stadio Fattori (ore 17). La sfida sarà quella tra le Zebre e i gallesi dei Dragons valida per il Guinness PRO14 e, prima della franchigia parmense, giocherà la squadra di casa contro il CUS Genova. Tutta questa iniziativa viene sancita dalle parole del Presidente de L’Aquila Rugby Club Fulvio Angelini che si dice convinto che i sani valori del rugby possano essere traslati nella società civile per valorizzare l’intero patrimonio culturale aquilano.

Pastonesi spiega il rugby aquilano in un modo a dir poco emozionante, vi consigliamo la visione del video per venire travolti dall’atmosfera e dalle lacrime di gioia ed commozione per questa che “è una delle capitali del rugby italiano, un po’ perché il calcio non è mai arrivato ad essere lo sport più importante con una squadra di serie A, un po’ perché protetta dal Gransasso e dalla Majella quindi su un altopiano. E anche perché gli aquilani hanno uno spirito, un carattere ideale per giocare a rugby: gente forte, dura, di montagna, gente tenace, gente coriacea, gente che non ha paura.

Siamo sicuri che questo sarà uno dei battiti d’ali fondamentali per tornare a volare. Forza ragazzi.

GUARDA IL VIDEO

 

di Chiara Bustreo

Foto di Lorenzo Di Cola

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