Bastareaud: from Zero to Hero 0 2518

Quando abbiamo letto per la prima volta la lista dei convocati della Francia per questo Sei Nazioni, ci siamo stupiti della mancanza di tanti nomi importanti. Jacques Brunel aveva provato a rivoluzionare tutto in pochissimo tempo, partendo dalla rosa dei nomi. Certo, i Bleus non hanno brillato né con l’Irlanda, con cui hanno perso all’ultimo, né soprattutto con la Scozia.

Proprio ad Edimburgo parte la storia di Mathieu Bastareaud, uno che ad Edimburgo, il giorno della partita neanche c’era. Il centro di Tolone era infatti stato lasciato a casa dal neo tecnico francese, tenuto ai margini del movimento, al pari dei vari Fickou, Vahaamaina, Machenaud. Ad Edimburgo la partita va male, ma è il post match che è drammatico. Una parte dei francesi va a far baldoria, si alzano i gomiti e le mani. Risultato: denuncia per rissa per tutti i giocatori usciti a celebrare una sconfitta veramente brutta e conseguente esclusione dalla nazionale.

Brunel torna sui suoi passi e convoca otto nuovi giocatori al posto degli “epurati”. Sorpresa, tra gli otto rientra anche Bastareaud, che viene subito messo in campo nel match di Marsiglia con L’Italia. Ulteriore sorpresa: Bastareaud è tra i migliori, la sua prestazione convince tifosi e giornalisti, ma convince anche monsieur Brunel, che lo schiera anche con l’Inghilterra. La partita con la nazionale britannica dà ancora una volta la possibilità al centro di mostrarsi pronto ed infatti ancora una volta la sua prova è stata di livello.

Bastareaud è un giocatore completo, un giocaotre imponente, un pilone prestato ai trequarti, con la forza fisica di un treno e l’intelligenza tattica di un computer, un enorme punto a favore nell’economia della competizione, vista dal punto di vista di una Francia che doveva essere rivoluzionata, ma che in realtà non ha avuto questo destino.

Proprio per questo Brunel ha deciso, complice l’assenza di Guirado, di sceglierlo come capitano della sfida col Galles, sfida che potrebbe ancora garantire ai galletti di arrivare al secondo posto nella classifica finale. La sua nomina a capitano è non solo un grande riconoscimento personale, è anche la dimostrazione del fatto che un allenatore di grande esperienza può e deve tornare sui suoi passi, perché solo gli sprovveduti rimangono fermi sulle loro idee.

di Alessandro Ferri

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