Superugby 2018, la finale: Crusaders-Lions 0 1247

In diretta domani su Sky sport Arena (canale 203) alle 9:35 inizierà la finale del massimo campionato australe, il Superugby. Dopo cinque mesi e mezzo di viaggi e scontri scopriremo il 23esimo campione del torneo che quest’anno vedrà le stesse sfidanti dell’anno precedente. I padroni di casa sono i Crusaders, i più titolati (8 trofei), che puntano alla nona vittoria in finale su 13. Gli ospiti, i Lions, ormai una costante come finalisti da 3 anni, seppur sempre sconfitti. I sudafricani potranno eguagliare il triste record del Clermont: perdere 3 finali consecutive. Se invece la sorte dovesse arriderli alzerebbero il loro primo trofeo nella storia della competizione. Quale delle due squadre diventerà la regina del Superugby?

La parola ai giocatori e alla storia.

Semifinali: punti forza e debolezze. Crusaders-Hurricanes

Iniziamo dal derby neozelandese: Crusaders-Hurricanes (scontro che avevamo già approfondito qui), nel Superugby conosciuto come il derby dello stretto di Cook. I padroni di casa si sono imposti per 30 a 12 in una partita che dalle premesse era tutta fuorché scontata. Non è stata spettacolare come l’altra semifinale, Lions-Waratahs, ma nel rugby è il gioco che conta. Sul dibattito gioco-spettacolarità si sono infuocati i media neozelandesi che marchiavano i Crusaders come “noiosi” e addirittura il loro mediano di apertura, Mo’unga, come un “impiegato”. Hanno parlato forse troppo presto perché Mo’unga lo scorso sabato ha dato spettacolo: grandi cambi di gioco, anche al piede, creatività nell’impostazione e caparbia nel portare avanti l’azione da solo.

Al 15° prima meta Crusaders marcata proprio da Mo’unga che però due minuti dopo con un suo in avanti provoca la meta avversaria. Minuto 28° meta di Bridge-CRU (15esima in stagione). Al 38° Mo’unga porta avanti un fantastico break tra le linee avversarie sebbene non venga seguito dai suoi. Al 43° una sua finta provoca la meta di Havili-CRU al 44°. Sempre Mo’unga al 69° fa un assist-try a Ennor chiudendo così la partita. Sarà pure un impiegato ma lo fa in maniera straordinaria.

I Crusaders sono sicuramente la squadra da battere quest’anno, non solo perché detentori del titolo ma anche per la loro instancabile difesa, la migliore del torneo. Hanno il 97% di ruck vinte, il 93% di mischie e 241 clean breaks. I primi 5 uomini Crusaders sono le prime scelte degli ABs. Ma come si dice: “la miglior difesa è l’attacco”. Infatti quest’anno i Crusaders solo 2 volte non hanno vinto in casa con più di 14 punti di scarto. Bridge, il giocatore con più minutaggio per la squadra di Christchurch, può diventare il metaman della stagione. Il computo totale delle mete è di 86, solo una meno dei Lions. I metri con palla in mano sono 8.311.

Lions-Waratahs

Il Superugby non smette mai di stupire: i Lions non si arrendono mai. Ciò che accade nel primo quarto della partita giocata tra Lions e Waratahs ha dell’incredibile. Al 4° e all’8° minuto i Waratahs con 2 mete si portano avanti col parziale di 14 a 0. Ma i Lions non sembrano preoccuparsene, c’è qualcosa che hanno dalla loro parte, neanche tanto nascosto ma che tutti (Crusaders a parte) ignorano: l’Ellis Park che si trova a 1.800 m di altezza. Spiegatelo ai piloni cosa significhi “rarefazione dell’aria”: il paradiso in terra per i tiratori, l’inferno per chiunque corra. Gli australiani pagheranno le conseguenze dello sforzo iniziale allo scoccare del 60° minuto ma procediamo con ordine.

Fattore fisico a parte le armi letali dei Lions sono due (storiche per il rugby sudafricano): le maul e le mischie. Una dimostrazione della forza delle prime si ha al 12° minuto: i sudafricani asfaltano gli avversari con una maul che percorre 25 m. Sebbene i Tahs non perdano le proprie mischie ogni qual volta si presentano allo scontro fanno subito uscire il pallone per evitare di essere distrutti dalla spinta avversaria. Piano piano i Lions prendono le redini della partita: 21° Kwagga Smith si libera di 4 giocatori e marca, 26° Dyantyi accorcia le distanze, 35° vantaggio Lions con meta di Marx con una maul. Il primo tempo si chiude con una furba Tahs che conduce alla meta e di nuovo al pareggio, 19-19.

All’inizio del secondo Marx salva i Lions sui 5 metri. I Tahs, sebbene riprovino l’approccio del primo quarto, ora sono letteralmente scoppiati a livello fisico: negli ultimi venti minuti i Lions dilagano. Il tallonatore sudafricano fa doppietta di meta al 58° sempre su una maul. Smith chiude i conti al 63° con un’altra meta.

Malcolm Marx e Kwagga Smith sono sicuramente i giocatori da tenere sott’occhio per la finale. Jantjies non sarà ai livelli di Barrett o McKenzie come affidabilità e visione di gioco ma è sicuramente un prolifico assistman: 13 assist-try contro i 9 di Mo’unga. Un’altra variabile impazzita in mano ai Lions è Dyantyi, quest’anno all’esordio nel Superugby ma per la sua esplosività e incisività durante i match (come contro i Tahs) è stato selezionato per i test di giugno in nazionale.

Spergiuri e fiducia

È innegabile che i punti d’incontro, le maul e le mischie saranno i nodi cruciali della partita. Matt Todd, sponda Crusaders, sulla maul Lions ha dichiarato “È sicuramente ciò su cui spenderemo un sacco di tempo questa settimana” sebbene si mostri, come di dovere, fiducioso riguardo al proprio pacchetto di mischia. L’assistant coach di Christchurch, Brad Mooar, cerca di evitare ogni riferimento al “favoritismo” che inevitabilmente connota la sua squadra per la possibilità di giocare in casa e per i risultati ottenuti in stagione. Si concentra allora sulle assenze e i problemi: Taufua non giocherà per un braccio rotto, Crotty sebbene abbia passato i test sulla concussion deve effettuare ulteriori controlli, Alaalatoa ha sofferto di un infortunio alla schiena e in settimana dovrebbe riprendersi.

Il capitano Lions Warren Whiteley, alla sua prima finale per gli infortuni nelle precedenti occasioni, ha riferito che si dovrà lavorare su un inizio migliore (un trend negativo per la squadra sudafricana dal match coi Bulls, per gli Jaguares e proprio sabato scorso coi Tahs). “La nostra forza durante la stagione è stata quella di tornare in gara, sotto pressione, grazie alle mischie e alle maul”.

Nick Mallett ha affermato che Marx è migliore di qualunque avanti Crusaders: in stagione ha infatti totalizzato 11 mete. Conclude il suo elogio con una frase lapidaria “Quando [Marx] è sulla palla, la palla è persa”. Riguardo alla finale consiglia ai Lions una difesa attendista e al contempo soffocante, in modo da impedire al 9 e al 10 Crusaders di dettare gioco. Sul risultato è però sicuro: “Non penso che i Lions vinceranno ma rimarranno in partita per 60 minuti”.

di Manlio Adone Pistolesi

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