Troppi cartellini nel rugby moderno? 0 2189

Si sa, il rugby è uno sport da bestie giocato da gentiluomini (cit. eterna) però i bestioni che lo praticano a volte sono troppo goffi, incattiviti, o hanno un conto in sospeso con il mediano della squadra avversaria che fa tanto il gradasso. Con questo la furia si scatena e anche i galantuomini sbagliano e ops, placcano ACCIDENTALMENTE qualcuno al collo.

Questi Test di giugno hanno sposato la teoria sopra citata, tanto da regalare cartellini a destra e a manca. Uno dei cartellini rossi più clamorosi e che ha fatto più scalpore è stato quello assegnato a Benjamin Fall, estremo francese, che in una sfida aerea contro Beauden Barrett (il 10 neozelandese, se vi foste confusi con gli altri 2), lo avrebbe placcato e poi rilasciato durante il volo alla ricerca della ricezione del pallone. E dal 12′ minuto non c’è più stato nulla da fare, la Francia è rimasta in campo in 14 uomini.

Questo è uno degli esempi più contorti che potessimo osservare poiché, riguardando il video dell’azione come ha fatto la giuria esterna, si nota come effettivamente il fallo sia davvero molto dubbio. Addirittura, chi di dovere, ha sottolineato che: “Come dimostrato nel filmato, il giocatore, in ogni momento, aveva gli occhi puntati sulla palla mentre era in aria, il che dimostrava, a nostro avviso, una chiara intenzione, da parte del giocatore, che intendeva contestarlo”. Detto questo il Comitato giudiziario indipendente ha respinto il cartellino dato a Fall da parte dell’arbitro durante il match.

Non stiamo urlando al complottismo a favore dei Tutti Neri (anche se sappiamo che a qualcuno farebbe piacere fossimo di parte), ma questo non è stato l’unico esempio di rosso delle ultime settimane dedite agli scontri Internazionali.

Un altro esempio di cui abbiamo già condiviso il video qui, è stato meno pubblicizzato (poiché la partita non era disponibile sulle piattaforme più comode per gli spettatori) seppur sia stato uno dei gesti più anti-sportivi mai visti durante gli ultimi tempi.

Situazione già elencata sopra: un 10 infastidisce un povero 8 indifeso che decide bene di prenderlo e fargli una sciarpa con il proprio braccio. Sciarpa non ben voluta da Sanchez, mediano d’apertura dell’Argentina, che nella sfida contro il Galles si è visto Moriarty (103kg d’uomo per 188 cm) togliergli il fiato nonostante i continui richiami di lasciare la presa da parte del guardalinee e del medico, entrambi seriamente preoccupati.

Questa abbondanza di cartellini si è potuta notare anche durante le sfide del Mondiale Under 20. Vittima di questa rigidità arbitrale anche la nostra nazionale e Antoine Koffi, che si è beccato un giallo dopo un solo minuto dal suo ingresso in campo per un gran placcaggio ma sull’uomo sbagliato.

 

Dati

E gli All Blacks non sono del tutto esclusi da questo discorso che li vede al centro di una questione ancora più ampia poiché, da stime risalenti a fine 2017, si vede un aumento dei cartellini anche in terra neozelandese. Fino alla Rugby World Cup del 2011 dei Tutti Neri veniva escluso un giocatore per fallo ogni 338.5 minuti di gioco, cioè ogni 4 partite e un quarto di match. Mentre ora hanno stime che li vedono come la peggiore nazione in quanto a falli: 31 cartellini in 54 match, di cui ricordiamo il più clamoroso come il rosso dato a Sonny Bill Williams ai danni della povera testa di Watson nella sfida dello scorso luglio contro i British & Irish Lions. Seconda squadra delinquente è di sicuro l’Australia con 30 cartellini su 55 matches, poi l’Argentina con 1 su 29 mentre i più corretti sono gli irlandesi con 11 cartellini su 47 partite.

Detto questo vorremmo giusto darvi alcuni dati raccolti fino all’ultimo match poco prima dell’inizio dei Test internazionali dei giocatori con più cartellini al mondo.

Il primo posto è per Michael Hooper, capitano dell’Australia e dei suo Warathas che lo scorso novembre si è guadagnato l’8° cartellino giallo in carriera superando il record già assegnato in precedenza. Poi Habana, che non sappiamo bene se si sia ritirato del rugby professionistico per non superare l’australiano, ma con 124 caps ha collezionato 7 cartellini gialli e superiore a lui c’è il nostro Bortolami con 112 caps sulle spalle, 7 cartellini gialli e un rosso.

Ma noi sappiamo che altre grandi soddisfazioni ce le regalerà Tomas Lavanini, l’argentino sulla lista nera degli arbitri con 5 gialli e un rosso a sole 40 caps che, dato che è più fuori che dentro al campo, raggiungerà la cima della lista in men che non si dica.

Aggiungiamo un altro colore

La storia del rugby come sport violento l’abbiamo sentita e risentita (e ne abbiamo scritto anche noi qui) ma le federazioni, prima australiana e poi francese, hanno addirittura scelto di inserire il famoso cartellino blu.

Il cartellino blu, di cui si era già parlato in precedenza, è stato già utilizzato nelle categorie Senior in Australia e nella Fédérale 1 (terza serie maschile) e la Top8 femminile francese. Consiste nell’assegnazione da parte dell’arbitro, capace e con attestato di riconoscimento adeguato, del cartellino dopo il riconoscimento del giocatore come probabile “vittima” di una concussion. Dopo 24 ore di osservazione, 21-23 giorni di recupero (dati che variano a seconda dello Stato e dell’età dei giocatori) e il rilasciamento dell’attestato da parte del medico l’atleta potrà ricominciare ad allenarsi ed, eventualmente sulla scelta ponderata dell’allenatore, tornare a giocare in campo.

Ora aspettiamo solo le sfide di questo weekend che, speriamo, possano regalarci altrettante emozioni colorate.

di Chiara Bustreo

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