Com’è andata la maturità delle nostre azzurre? 0 526

L’esame di maturità è un evento che segna le nostre vite. Alzi la mano chi non ha sognato, una volta preso il diploma, di ritrovarsi davanti alla più cattiva delle commissioni o chi, ancora a scuola, non ha immaginato le emozioni che avrebbe vissuto di lì a qualche anno. Noi della Redazione di Delinquenti Prestati al Mondo della Palla Ovale non facciamo eccezione e proprio per questo ci siamo chiesti: come sarà andata la maturità delle nostre giocatrici azzurre?”

Del resto in tempi di pandemia le modalità con cui si sono svolte lezioni ed esami sono state pesantemente rimodulate, costringendo studentesse e studenti di tutta Italia ad ad adattarsi a un nuovo mondo dell’istruzione, molto più digitale e più strano.

Vittoria Ostuni Minuzzi (Valsugana Rugby Padova, 2 caps in Nazionale) ha la voce sollevata di chi ha vissuto un’esperienza difficile con inaspettata serenità: “Io e i miei compagni di classe ci siamo subito adattati alle lezioni e devo dire che inaspettatamente i prof, nonostante alcuni siano abbastanza grandi di età, hanno dimostrato di saperci motivare. Le lezioni sono state ridotte da 60 a 45 minuti perché era difficile per noi stare tutto quel tempo davanti allo schermo di un computer. Tornare a scuola (Vittoria ha frequentato il Liceo Classico, ndr.) è stato molto emozionante: anche se avevamo tutti la mascherina e dovevamo tenere le distanze, è stato bello reincontrare i miei insegnanti. L’esame si è tenuto solo in forma orale, ma l’ho vissuta come una normale interrogazione. Solo per dirti come ho affrontato questo esame: ho saputo che il giorno prima della maturità avrei avuto l’esame della patente ed ero molto più ansiosa per quello! La mia parola d’ordine è stata Ansia 0.

Per queanto riguarda il periodo di lockdown, Vittoria ci racconta che il Valsugana ha messo in piedi un piano molto dettagliato: “Lo staff tecnico ci ha mandato dei programmi personalizzati da svolgere in casa o, per chi avesse disponibilità, in giardino. I preparatori non ci hanno mai mollate e ci sono venuti incontro per qualunque necessità: il nostro allenamento era molto dettagliato e questo ci ha permesso di mantenere la forma, anche perché personalmente sto cercando di raggiungere i 70kg per poter utilizzare al meglio il mio corpo sia nel club che in Nazionale. Ora che ci stiamo rivedendo in campo ci  dedicando agli esercizi a corpo libero, alla corsa e all’affinamento delle skills. Credo che il loro obiettivo sia quello di farci tornare un po’ d’entusiasmo. In questo senso mi ha aiutato rivedere le mie compagne: è strano quando rivedi dopo mesi delle persone con cui normalmente passi molte ore al giorno.”

Il futuro dunque si profila ancora con la maglia biancoazzurra, ma gli studi?

“Credo che cercherò di prepararmi per studiare Medicina o Fisioterapia – mi spiega  il tutto bilanciandomi con lo sport. Però ancora non sono certissima: possiamo risentirci a settembre per questo?”

Di tutt’altro avviso invece Francesca Sgorbini (Rugby Colorno, 3 caps in Nazionale), che ha sostenuto l’orale di maturità (al Liceo Scientifico, ndr.) qualche giorno dopo la sua compagna in azzurro e che chiamo mentre torna a Pesaro dalla sua famiglia:

“Ho avuto moltissima ansia nei giorni prima dell’esame – mi racconta -, soprattutto quando mi sono messa ad ascoltare “Notte prima degli esami” di Antonello Venditti, però è andata molto bene! Questa ansia l’hanno notata anche i professori, che mi hanno detto di rilassarmi e prendere le cose con serenità. Li ho ascoltati e sono andata spedita, il tempo è volato e sono riuscita a fare una buona prova secondo me. Questi mesi sono stati particolari per me, perché non ho vissuto troppe difficoltà a causa della quarantena: la mattina trovavo il tempo per studiare e allenarmi, mentre il pomeriggio con alcune compagne del Colorno mi sono dedicata alle consegne per conto di una macelleria. Ciò mi ha permesso di stare con loro, ma anche di aiutare le persone che non avevano modo di uscire per fare la spesa. In tutto questo – aggiunge la flanker azzurra – ho anche provato a cucinare, con pessimi risultati però! Di sicuro ora so cosa non devo fare le prossime volte in cui mi metterò ai fornelli… Ho bruciato praticamente ogni cosa!”

Anche lei, per quanto riguarda la parte atletica, ringrazia il suo club: “Lo staff di Colorno ci ha seguito e ha attivato delle sessioni di allenamento in video, aiutandoci e suggerendoci metodi alternativi, che vanno dalle classiche bottiglie d’acqua al posto dei pesi alle lenzuola usate come TRX. L’allenamento è stato un ottimo modo per impegnare il tempo e per pensare ad altro, sono contenta di come la mia squadra sia riuscita ad aiutarci in questo senso.”

Per quanto riguarda il futuro, Francesca ha le idee chiare: “Andrò in Francia e per prima cosa mi iscriverò a un corso di lingua perché credimi, non so nemmeno dire “buongiorno” in francese! Dopodiché vorrei specializzarmi in Ergoterapia, o Terapia Occupazionale. Spero di farcela, ma sicuramente ce la metterò tutta!”

Di Alessandro Ferri

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