Come mai è così difficile fare un buon videogioco di rugby? 1 3738

Da diversi anni ormai, numerosi amanti del rugby faticano a trovare un videogioco sul rugby che sia godibile e ben strutturato: nonostante gli sforzi delle case di produzione, i titoli usciti negli ultimi anni non hanno soddisfatto le richieste di un pubblico che globalmente è in crescita e che si sta espandendo anche in scenari importanti come il continente americano. Per dar voce a questa schiera di supporters insoddisfatti sono scesi addirittura in campo diversi esponenti tra giocatori, cronisti e personaggi del web ovale, per richiedere la creazione di un titolo che permetta agli appassionati vestire i panni dei propri idoli.

In passato vi abbiamo parlato di Rugby 20, titolo di Big Ben, uscito il 23 Gennaio, per  PC, Xbox e Play station. Nonostante le belle premesse, il gioco presenta delle lacune sia dal punto di vista grafico sia da quello della giocabilità. Purtroppo, il budget della casa di produzione era molto limitato e le tempistiche di uscita si sono eccessivamente prolungate a causa di ciò.

Gli appassionati ricordano con piacere i titoli editi da EA Sports (su tutti il celeberrimo EA Rugby 08), ma ancor di più Jonah Lomu Rugby videogame rilasciato nel 1997: sviluppato da Rage Software e pubblicato da Codemasters, è stato rilasciato su DOS, PlayStation e Sega Saturn e successivamente rieditato nel 2011 con Jonah Lomu Rugby Challenge.

Per capire quanto sia complicato riuscire a programmare e sviluppare un videogame sul rugby è venuto in nostro soccorso Lorenzo Fantoni, giornalista de La Stampa, uno dei massimi esponenti del giornalismo dedicato al settore videoludico, oltre che ex-giocatore, del fu Cus Firenze, poi diventato Firenze Rugby 1931, sia in serie C che in serie A come pilone sinistro:

Come mai non si riesce a creare un bel videogame basato sul rugby?

“Il rugby è uno sport complesso fatto di situazioni difficili da simulare con precisione senza un grande investimento. La fisica del pallone e dei corpi, le varie fasi statiche, le varie possibilità di passaggio e placcaggio. Più si cerca il realismo più finisci per mostrare i difetti. Un prodotto così preciso ha bisogno di investimenti che un gioco sul rugby difficilmente può avere perché di base manca il ritorno economico.”

Cosa credi  che serva per creare un gioco sul rugby che riesca a unire giocabilità e grafica?

“Forse della grafica dovremmo preoccuparci fino a un certo punto: un buon gioco di rugby con grafica retrò in grado di simulare in maniera adeguata le varie fasi potrebbe già essere un passo avanti. Tipo un nuovo Jonah Lomu Rugby, che ancora regge bene il confronto come divertimento.”

Credi che la tecnologia motion capture utilizzata anche per i recenti FIFA e PES possa dare una mano a cogliere tutte le sfumature di una partita di rugby?

“Di sicuro potrebbe aiutare nei movimenti senza palla, nei placcaggi e nei passaggi, ma su una fase come la mischia sarebbe difficile riuscire a utilizzare quel tipo di tecnologia.”

Come si potrebbero risolvere sia a livello di giocabilità che di grafica le situazioni di gioco come maul, ruck e mischie?

“È il grande problema di questi videogiochi, perché sono fasi complesse e finora, tutto sommato, si sono trovati dei buoni compromessi. La ruck in particolare è complicatissima da gestire, perché possono succedere milioni di cose al suo interno che non potrai simulare. Purtroppo, credo che, pur con tutti i loro difetti, le soluzioni adottare finora siano adeguate, però dovrebbero essere rese meglio. Ad esempio, se io sono in pulitura con la mischia e tu hai dei tre quarti bisognerebbe rendere palese il vantaggio. A oggi mi pare che il problema più grande sia la lentezza di queste fasi all’interno del gioco, fasi che invece sono spesso molto veloci nella realtà.Creare quindi un titolo per gli amanti della palla ovale non è un’impresa semplice, in particolar modo se lo si vuole ricreare in maniera fedele”.

 

Sarebbe bello però avere un titolo che permetta di divertirtisi, magari con una grafica vintage e una discreta giocabilità. Sarebbe bello avere un titolo di rottura come è stato FIFA Street, che permetta di giocare liberamente senza pensare agli schemi.

 

di Giacomo Civino

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1 Comment

  1. Onestamente per quanto riguarda il rugby League, RLL4 è un gioco e, poi si vedrà rugby challenge 4 che promette molto bene visti i passati rugby challenge

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