Cosa sta succedendo con i tweet di Pablo Matera? 0 6322

L’anteprima della notizia è giunta in redazione da un post Instagram della pagina “laizquierdadiario”, che riporta un collage di tweets imbarazzanti a sfondo razziale, pubblicati anni fa dall’attuale capitano dei Pumas Pablo Matera. Inizialmente pensavamo fosse una fake news, o quantomeno preferivamo fosse così, che si trattasse di uno di quei classici scherzetti che qualcuno si riserva di fare alle celebrità utilizzando Photoshop, ma la realtà è un’altra.

La notizia, tra la nostra incredulità,  è stata resa ufficiale da molte testate giornalistiche, tra cui Clarin.com e Infobae.com, che ci informano della chiusura temporanea dell’account Twitter del numero sei argentino e del grande caos che si sta creando intorno alla vicenda. I tweets, infatti, riportano affermazioni molto gravi che risultano macabre e per niente divertenti, in modo particolare quelle nei confronti di una terra, il Sudafrica, già dilaniata da un retaggio non ancora superato e che l’ha ospitato per anni, durante gli incontri del Championship tra gli Springboks e i Pumas.

Sembrerebbe inoltre che anche i profili Twitter dei compagni di nazionale Guido Petti e Juan Pablo Socino siano al centro delle polemiche e siano stati chiusi a stretto giro a causa di tweet offensivi nei confronti della comunità ebraica e delle donne.

AGGIORNAMENTI:

Nella serata di ieri (per noi che viviamo nell’area temporale GMT+1), dopo il grande polverone che si è sollevato in merito alla vicenda deplorevole, Pablo Matera ha pubblicato un post su Instagram con una foto che ritraeva lui da bambino nella gabbia di un Puma (quasi a voler enfatizzare la sua posizione dopo i ritrovamenti del suo passato da leone, o forse sarebbe meglio dire puma, da tastiera).

Nel post era riportata una didascalia piena di pentimento che recitava, tradotta, così: ” Non ho mai trascorso momenti più difficili. Sono così imbarazzato. Chiedo scusa a tutti quelli che sono rimasti offesi dalle barbarie che ho scritto. In quel momento non immaginavo chi sarei diventato. Oggi mi tocca occuparmi di quello che ho detto 9 anni fa. Chiedo scusa anche alla mia squadra e alla mia famiglia per il momento difficile che stanno attraversando a causa delle mie azioni e grazie alle persone che mi vogliono bene per il loro sostegno.”  Un mea culpa del capitano argentino che sembra non lasciare spazio alla libera interpretazione; è stato lui, senza alcun dubbio, a scrivere quelle cose nove anni fa.

Ma come potevamo farci mancare i dubbi su come sia andata realmente? Lo stesso Matera, infatti, poco dopo ha rimosso il post e pubblicato una Instagram Story in cui comunicava ai suoi followers “So che su Twitter qualcuno sta continuando a scrivere cose nel mio profilo. Non sono io, ma qualcuno che sta approfittando di questo momento per hackerarmi”. Ora non è ben chiaro se la storia Instagram fosse un modo per comunicare la sua “innocenza assoluta”, oppure se si riferisse al momento immediatamente successivo allo scoppio del caos mediatico. Due cose sono certe: la prima, che Matera ha rimosso il post di scuse pubbliche dal suo profilo Instagram e la seconda che, come si usa dire a Roma, “l’ha buttata in caciara”.

Il team argentino, in tutto ciò, ha preso le distanze dalla faccenda sospendendo temporaneamente, per il tempo necessario accertamenti del caso, il capitano e gli altri due giocatori coinvolti, Petti (anche lui scusatosi pubblicamente con una storia Instagram) e Socino (che pare non abbia ancora fatto alcuna ammissione di colpa).

Il post di Pablo Matera rimosso subito dopo la pubblicazione.

 

La storia ambigua di Matera.

 

Le scuse di Petti.
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