Gatland vs Gatland, una storia di Super Rugby 0 541

Quanti hanno visto Star Wars? Un po’ tutti ecco. Come dici? Tu no? Affari tuoi amico. Ricordate la scena in cui Luke Skywalker è sul baratro mentre Darth Vader gli allunga la mano dicendo “…io sono tuo padre”? Subito dopo il giovane, per la disperazione, si lascia cadere non sopportando l’idea di essere figlio del cattivo più cattivo tra i cattivi. Ora però immaginate se Luke, in uno slancio di orgoglio e furia, avesse deciso di spintonare Vader e prendersi una piccola vittoria. E’ quello che ho immaginato sabato mattina quando, col naso pigiato contro lo schermo, ho visto un pallone droppato al 78′ minuto da Bryn Gatland contro la porta dei Chiefs guidati dal padre, Warren Gatland.

Lo scenario è uno dei più belli: dopo mesi di stop si torna sul campo di uno dei campionati più spettacolari del mondo, anche se in forma ridotta (svolgono un piccolo campionato solo le cinque squadre neozelandesi). Una gioia per gli occhi gli spalti degli Highlinders, gremiti di tifosi pronti a vedere un po’ di quello spettacolo tanto agognato, specialmente negli ultimi difficili mesi. Oltre ad avere un peso morale e tecnico la gente mormora simpaticamente scherzando su questo raro aspetto della partita che vede lo scontro padre-figlio, Bryn però indossa i colori di casa anche se dalla panchina.

E’ una classica partita di Super Rugby: continui sorpassi e spettacolo. A fine primo tempo, dopo qualche meta e punizione, gli Highlanders sono davanti ai Chiefs per 22-16. Il gioco riparte ma senza mantenere i ritmi dei primi 40 minuti mentre i Chiefs, grazie all’implacabile piede di McKenzie, accorciano le distanze. I tifosi strepitano quando Bryn Gatland scende in campo al 60′ minuto. Scorrono le diapositive delle loro fantasie, quelle in cui il piccolo Bryn stravolgerà le sorti della partita con step e super off-load, tutti ai danni del padre. Al 72esimo però il pubblico di casa del Forsyth Barr Stadium ammutolisce. I Chiefs a 5 metri dalla meta, cambiano senso di gioco e trovano la superiorità numerica con Lienert-Brown che concretizza, 25-24. McKenzie sbaglia la conversione ma col suo classico sorrisetto che potrebbe anche significare “ci rivediamo dopo”, una promessa che spesso mantiene. Al 78′ minuto, dopo sole sette fasi, la fionda tra i pali trascinando il team sopra di 2 punti a meno di 2 minuti dal fischio finale. Ed è proprio qui che torna la maestosità del Super Rugby. Gli Highlanders prendono il possesso del pallone e dopo la quinta fase, Bryn Gatland si fa servire una palla da Aaron Smith e spara un drop da quasi 40 metri oltre la traversa centrale attraverso le grida degli abitanti di Dunedin. 28-27.

Ora, il drop di Gatland non avrà lo stesso valore di un Wilkinson contro l’Australia al mondiale ’03, come anche di un Sexton all’ 82′ minuto in Francia, però immaginate vincere una partita contro il vostro stesso padre? Lo stesso padre che è stato head coach di Lions, Galles e moltissime altre realtà incredibili e che probabilmente ha contribuito più di tutti alla creazione di quel drop che gli è costata la partita. Spaziale.

Il Super Rugby è tornato. Luke Sky..chi?

di Lorenzo Minnozzi

Previous ArticleNext Article

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *