I campionati ‘minori’ stanno per ricominciare 0 9604

Stanno per ricominciare i campionati minori, quelli ‘de noantri’. Ebbene sì, delinquenti, il momento è ormai prossimo. È finalmente arrivata l’ora di tornare in quei benedetti spogliatoi di domenica mattina, è arrivato il momento di avere l’ansia dal sabato sera. È arrivata l’ora di rientrare a mezzanotte il giorno prima, di mangiare la pasta in bianco al posto di quella al forno, di “abbandonare” per un giorno genitori, fidanzate, mogli, figli, amici, cani, nonni, zii e parenti vari per entrare nel nostro amato rettangolo ovale.

È arrivata l’ora di mettere duecento sveglie per paura di non alzarsi, di svegliarsi trepidanti ogni mezz’ora nella notte prima della partita. È arrivata l’ora di scaldare l’acqua nel pentolino per fare la forma al nuovo paradenti che puntualmente, ogni anno, non si regge mai.

È arrivata l’ora delle vesciche sui talloni per le scarpe nuove, dei buchi sulla pianta del piede per i tacchetti di ferro che, a causa del peso, vincono sulla suola della scarpa. È arrivata l’ora di sentire quell’odore di erba fresca arrivati al campo insieme agli altri, oppure di pozzolana o, meglio ancora, di terra arida. Mille profumi, l’odore del terzo tempo che durante la partita manda in tilt i piloni, l’odore acre degli spogliatoi che comprende sudore e prodotti di smaltimento altamente tossici (vedi pilone che defeca prima di ogni partita). L’odore del campo, di casa tua, ma anche l’odore della trasferta.

È arrivata l’ora di litigare con gli autisti dei pullman che vorrebbero impedire al vostro pilone di portare il cibo a bordo. È arrivata l’ora di lasciarsi tutto alle spalle, l’ora di sfogarsi in campo. È arrivata l’ora delle tombate, dei ribaltini e delle mischie che arano letteralmente tutto il campo. È arrivata l’ora dei sottomano, è arrivata l’ora delle spalle chiuse, degli ettometri di nastro bianco per fasciarsi. È arrivata l’ora dei discorsi motivanti del capitano, delle cazziate degli allenatori. È arrivata l’ora di combattere insieme ai nostri fratelli, di gioire e di perire tutti insieme.

È arrivata l’ora di entrare in campo e fare ciò per cui viviamo: giocare a rugby.

Ricordatevi sempre che più fango c’è e meglio è.

Noi siamo pronti, voi?

di Federico Laguzzi

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