I Jaguares cambiano aria: esodo di giocatori argentini in Europa 0 586

Sembra ieri quando noi tifosi dei Jaguares abbiamo assistito alla sconfitta dei Brumbies in semifinale del Super Rugby 2019. E poi piangere ma comunque essere orgogliosi per quel secondo posto. Meritato. Un orgoglio e una gioia per una stagione che è stata al limite del possibili, da brividi. Vittoria dopo vittoria la squadra ha aggiunto tasselli su tasselli per continuare a migliorare lo sviluppo del rugby argentino. Mentre ora tutto questo viene cancellato.

La realtà è che non sappiamo quale sarà il futuro dei Jaguares.

Questa è stata la frase detta dal capitano Jerónimo de la Fuente dopo l’eliminazione della franchigia dei Jaguares dal Super Rugby 2020. Come per tutti, anche l’anno degli argentini è stato segnato dalla spaccatura del fermo sportivo imposto dai vari governi a causa della pandemia. E mentre neozelandesi e australiani hanno ricominciato a giocare nei nuovi formati del campionato tra le mura dei loro Stati per Argentina e Giappone la situazione è ben diversa.

Dopo la creazione del Rugby Aotearoa in Nuova Zelanda e il campionato nuovamente di 4 franchigie in Australia grazie all’aggiunta di Western Force anche il Sudafrica ha cominciato a preparare il proprio campionato. E forse – forse – si taglierà fuori dal Super Rugby anche per il futuro per coltivare questa nuova competizione interna. Mentre per gli animaleschi Jaguares e Sunwolves non ci sarà una continuazione. La squadra giapponese doveva già alla fine della stagione 2020 ritirarsi dalla competizione. Mentre gli argentini – secondo alcuni rumors –, a quattro anni dalla loro creazione ed entrata in scena, dovranno unirsi al campionato del Sud America e scontrarsi in futuro con squadre come Brasile, Colombia e molte altre.

Il mondo ci ha sorpreso, individualmente e collettivamente, come paesi e continenti. E ci pone una sfida con una nuova realtà che non sappiamo dove porterà. Ma siamo sicuri che, in un modo o nell’altro, i Jaguares saranno messi in una competizione economicamente e finanziariamente sostenibile per l’UAR.

– Marcelo Rodriguez, Presidente UAR

Ma, poco dopo aver deciso l’eliminazione della squadra dei felini dal campionato dell’Emisfero Sud, ai giocatori della UAR (Unión Argentina de Rugby, ndr) è stato dato l’incoraggiamento per accettare eventuali proposte dall’estero. Magari dall’Europa. Situazione insolita per la squadra Argentina che, fino a un paio di anni fa, metteva in discussione il richiamare giocatori del calibro de Il Mago Hernandez per eventuali Test Match con la Nazionale. Mentre ora incoraggia gli stessi giocatori ad uscire dal Paese per continuare la loro carriera rugbistica di alto livello che ora sembra sfumare nella loro casa natia.

Oltre all’eliminazione dal SupeRugby la pandemia ha lasciato dietro di sé anche le tracce di un’economia instabile nel Paese delle Ande. Dando così la possibilità ai giocatori di andarsene a vestire un’altra maglia a cuor più leggero. Il primo fra tutti ad espatriare dopo l’accaduto è stato proprio il centro e capitano de la Fuente. Ha lasciato la madrepatria per unirsi al Perpignan, squadra di seconda divisone francese. Dopo aver ricevuto varie proposte ha deciso di firmare per tre anni con la squadra della Francia del Sud. Per lui questa è una sfida ancora più grande di quella che potrebbe trovare in squadra del Top14.

Spero di realizzare il mio sogno di giocare la Top 14 con Perpignan.

Prima di lui già Marcos Kremer e Guido Petti erano volati qui da oltreoceano per unirsi ai club francesi rispettivamente dello Stade Français per il flanker-trattore e a Bordeaux per la seconda linea. Kremer ha rincontrato i suoi “vecchi” compagni – ricordiamo che il giocatore argentino è classe ’97 – Pablo Matera e Nicolás Sánchez che hanno già avuto modo negli ultimi anni di testare i propri scarpini suoi suoli francesi.

Mentre di pochissime ore fa è la notizia di un altro trasferimento molto importate: l’ex-capitano e tallonatore Agustin Creevy ha firmato con i London Irish, una squadra che oltre a Montpellier, Clermont e Worcester ha già ospitato l’argentino. Nel Regno Unito invece a Tomas Lavanini e Facundo Gigena si è unito Matias Moroni all’elenco dei giocatori disponibili al Leicester Tigers. E si vocifera di un possibile arrivo nella squadra verde e rossa anche del tallonatore Julian Montoya. Ma per ora nulla è certo.

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¡Agradecido!  Así me siento por haber tenido la oportunidad de jugar cinco temporadas en @jaguaresarg y en el @superrugby , un proyecto que sentí propio y que disfruté muchísimo.  Ser parte de, quizás, la transformación más profunda del rugby argentino, fue, es y será mi máximo orgullo, alegría y, sin lugar a dudas, se ha convertido en la etapa de mi vida de mayor crecimiento, y la más feliz que me tocó vivir como jugador. Se suma, además, el haber tenido el honor y el privilegio de ser el primer capitán de Jaguares. Sinceramente, creí que iba a finalizar mi carrera deportiva profesional en la Argentina. Pero lamentablemente, hoy, la realidad es otra, que obliga a cambiar el rumbo y modificar radicalmente nuestras vidas. No quiero dejar de agradecer a la gente por alentar y acompañar siempre al equipo. A todos los integrantes de la UAR, y a los diferentes Staffs, por el trato, la ayuda, y el respeto con el que me trataron durante estos felices años que me tocó vivir Y finalmente, lo más importante, mi agradecimiento a mis compañeros y amigos de estos cinco años, por haberme acompañado, por ayudarme a crecer, por apoyarme y estar siempre cuando las cosas no salían bien. Fue un enorme placer y un honor haber compartido una cancha con todos y cada uno de Ellos. Se que los voy a extrañar mucho. Espero que el futuro próximo nos vuelva a reunir .

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Ora speriamo solo che ricomincino i campionati europei così da poter vedere all’azione quel gioco argentino che, anche se veste altri colori, non muta la forma. E che sempre e per sempre ci farà emozionare.

 

di Chiara Bustreo

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