Italia – Galles, un match che guarda al futuro 0 774

Tra precedenti passati e un presente da definire, entrambe le nazionali hanno in comune una cosa: dopo il mondiale che si giocherà in Giappone cambieranno entrambi gli allenatori. Certo, i “Dragoni” puntano a vincere il 6 Nazioni e l’Italia ad evitare il “Cucchiaio di legno” ma di sicuro volgono al termine i cicli di Gatland e O’ Shea. L’addio del primo è già ufficiale, quello del secondo è ufficioso. E quando una storia finisce deve necessariamente iniziarne una nuova

ItaliaGalles si sono sfidate 23 volte. La prima partita tra le due nazionali si è giocata il 12 ottobre 1994. L’ultima lo scorso anno in occasione del 6 Nazioni. Proprio all’interno dello storico torneo, gli azzurri si sono tolti le uniche soddisfazioni giocando contro i Dragoni: 2 vittorie e 1 pareggio (ottenuti in casa). Per il resto, il “Belpaese Ovale“, su 19 match ha rimediato 16 sconfitte. In totale, queste ultime, sono state 20. Insomma, i dati parlano chiaro: l’Italia – almeno sulla carta – per la seconda giornata del campionato più prestigioso e antico del rugby, è data per sconfitta.

Del resto, il Galles viene da una bella vittoria in rimonta contro la Francia. I Dragoni hanno espugnato Parigi dopo un avvio sofferto e considerato che ospiteranno nel tempio del Millenium Stadium di Cardiff, sia l’Inghilterra che l’Irlanda (all’ultima giornata), una vittoria finale del 6 Nazioni da parte loro non è affatto impossibile. Ma la cavalcata dei gallesi ha avuto inizio a partire dagli scorsi test di giugno fino a quelli disputati a novembre. Per l’occasione l'”Armata rossa” guidata da Warren Gatland ha ottenuto 9 vittorie consecutive. Un ottima presentazione in vista di questo 6 Nazioni.

Il discorso per l’Italia è inevitabilmente molto diverso. Gli azzurri hanno perso a Edimburgo contro la Scozia e dopo aver disputato dei pessimi 60 minuti, le truppe di Sergio Parisse hanno avuto una bella reazione nel finale che ha permesso loro di segnare 3 mete. E noi appassionati dell’ovale azzurro siamo abituati a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno. Dunque, se l’Italia limiterà gli errori difensivi e sarà in grado di estendere a tutta la durata del match i 20 minuti finali giocati a Murrayfield, allora il risultato contro il Galles potrebbe non essere così scontato.

Anche il percorso di arrivo al 6 Nazioni degli azzurri è stato differente da quello dei Dragoni. L’Italia ha deluso in occasione dei test match estivi, mentre in quelli di novembre è riuscita a battere la Georgia, in quello che è stato visto un pò come una sorta di scontro diretto per la permanenza all’interno del torneo. Eppure dei tratti in comune tra le due squadre ci sono e riguardano sia il passato che le prospettive future di entrambe le nazionali.

Andando a ritroso nel tempo, mentre l’Italia era la cenerentola del 6 Nazioni, la novità, la squadra esordiente che si era guadagnata con merito – sul campo – la possibilità di affrontare i giganti del rugby europeo, il Galles era invece l’eterna incompiuta. Una nazionale ricca di talenti e tradizione che però faceva fatica a trovare una certa continuità di risultati che le permettesse di vincere il torneo. Addirittura, nei primi anni azzurri del 6 Nazioni, qualche volta ItaliaGalles si sono sfidate per non vincere il famoso “Wooden Spoon“. E oggi? Beh, le cose sono cambiate e di acqua sotto i ponti ne è passata tantissima.

Dragoni grazie a Gatland sono diventati una delle squadre più forti al mondo, mentre l’Italia – nonostante la crescita del movimento e la partecipazione di TrevisoZebre (prima Aironi) al campionato celtico – ha avuto una sorta di involuzione per quanto riguarda i risultati. È ovvio che alla base vi sono motivazioni che riguardano il bacino di tesserati rispetto al numero di abitanti dei due paesi, il valore che il rugby ha in Galles e nel “Belpaese” e il numero di strutture sportive a disposizione dei giovani e dei vari club.

Facendo, invece, un salto avanti nel tempo e andando al post mondiali (che si disputeranno quest’anno in Giappone), ItaliaGalles avranno al proprio timone un nuovo allenatore. Mentre per i Dragoni l’addio di Gatland è una certezza, per gli azzurri quello di O‘ Shea è una probabilità. Di conseguenza, tutto quello che accadrà alle due nazionali da oggi fino a novembre, avrà un duplice significato: la fine di un ciclo e la messa in opera di nuove fondamenta per quelle che saranno le future avventure che ItaliaGalles dovranno affrontare. Nonostante ciò, la via azzurra va ancora progettata, quella gallese è già segnata: il posto di Gatland (che porterà con se ben 12 anni da direttore tecnico, un record per il Galles) sarà preso da un altro neozelandese, Wayne Pivac attuale coach degli Scarlets.

Ma torniamo al rugby giocato e alla sfida tra Italia e Galles. Dando uno sguardo alle formazioni annunciate dai due allenatori, non possiamo che concentrare le nostre attenzioni su alcuni giocatori di ambedue le squadre. Qualcuno in mischia e tra i tre quarti. Veterani e astri nascenti. Tra gli azzurri la scelta non poteva che ricadere sull’asse formata dal capitano Sergio ParisseLeonardo Ghiraldini. Rispettivamente terza linea e tallonatore, entrambi sono i punti di riferimento dell’intera squadra. Potranno fare affidamento su “avanti” come Abraham Jurgens Steyn, Sebastian Negri e Dean Budd. “Al largo”, sarà interessante vedere all’opera – sia in difesa che in attacco – il poker formato da Luca MorisiMichele CampagnaroEdoardo Padovani e Jayden Hayward. Nel mezzo, grande fiducia al “regista” Guglielmo Palazzani.

Per il Galles, spicca il nome di Alun-Wyn Jones, seconda linea monumentale e leader dei Dragoni (33 anni e 120 caps, più 9 con i Lions). Tuttavia, Jones non partirà titolare, così il pack di mischia sarà affidato a giocatori come Samson Lee (pilone) e Josh Navidi (numero 8). Nella “cavalleria”, oltre al capitano e storico centro Jonathan Davies, il focus è su Liam Williams, giocatore intelligente, tecnico ed esplosivo.

Presente e futuro, proprio la linea temporale sulla quale si muoverà quest’attesissima partita.

 

Di Andrea Aversa

 

Previous ArticleNext Article

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *