La prima volta in Irlanda di CJ Stander 0 1992

CJ Stander, durante un’intervista ad Up and Under, ricorda l’esilarante esperienza dei 12 pub di Natale a Cork quando è arrivato per la prima volta a Munster.

Il terza linea è giunto nel lontano 2012 per la prima volta sulle verdi coste irlandesi e, essendo cresciuto con l’afrikaans come lingua madre riusciva a malapena a parlare in inglese.
Per chi non conosce in cosa consiste questa tradizione tipicamente irlandese ecco un breve decalogo:

– Visitare 12 pub in una serata;
– bere un drink per pub;
– trascorrere in ogni pub massimo 30 minuti;
– indossare outfit natalizi…un jumper di Natale non può mancare;
– tenere il drink solo con la mano destra o sinistra;
– parlare con un accento particolare per tutto il tempo in cui si è in un pub;
– far finta di non conoscere gli altri.
L’11 e il 12esimo pub non hanno regole e, più nello specifico, il 12esimo è la celebrazione di chi ce l’ha fatta, è sopravvissuto senza andare via o senza abbandonare il gioco.

Queste le sue parole durante l’ Intervista:

“Ero in Irlanda da cinque giorni, al Castletroy Park Hotel di Limerick, quando Barry O’Mahony mi è venuto a prendere per andare a Cork.  Ricordo che avevo in tasca solo 60 €. Erano i 12 pub di Natale e nonostante tutto abbiamo passato una serata fantastica.”

CJ Stander ha poi continuato: “Al Settimo Pub, siamo andati in un locale e i ragazzi erano tutti al piano di sopra. Sono uscito a prendere da mangiare, ma il buttafuori non ha voluto farmi rientrare dicendo: ”Non puoi giocare per Munster, non sai parlare neanche inglese, non ti lascio salire.”

“Non avevo giocato neanche un match, quindi era giusto non essere riconosciuto! L’unica cosa che ricordavo era che i ragazzi di Cork vivevano vicino ad un centro dove addestravano cani guida a Cork.”

Non avendo il numero di nessuno, quindi, sapevo di essere nei guai. Non sapevo dove andare, se prendere un taxi per Limerick o meno”.

Sono salito su un taxi e ho detto all’ autista che volevo andare dai “Blind Dogs”. Lui mi ha lasciato a circa due chilometri da casa di Barry O’Mahony.  Quella sera sono riuscito a tornare a casa sano e salvo. Il lato divertente era che i ragazzi pensavano di avermi perso e io pensavo di essermi perso. ”

di Giacomo Civino

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