Pasquetta: 7 consigli per renderla Delinquente 0 1370

Pasquetta: 7 consigli per renderla Delinquente

La Pasquetta o, per i più credenti, Lunedì dell’angelo è visto come un momento conviviale nel quale prolungare i bagordi alimentari dei giorni precedenti. Questa giornata si  prepara con largo anticipo, affinché il tutto riesca nel miglior modo possibile. Qualora voi  siate ritardatari e disorganizzati o stiate cercando delle semplici linee guida, questi sette consigli faranno certamente al caso vostro.

  1. La birra non deve mai mancare: non importa il dove e il come, se in montagna o al mare, la birra e le altre varianti alcoliche non devono mai avere fine. Il tutto servito rigorosamente fresco.
  2. Cibo no limits: in questo giorno nulla deve rientrare a casa. Tutte le riserve alimentari devono essere obbligatoriamente terminate entro la mezzanotte. Qualora ciò non avvenga “Shame on You”.
  3. Il grigliatore comanda: Il “martire” designato alla griglia ha il diritto di ius primae noctis con tutte le pietanze che si possono arrostire. Chiunque osi solo sfiorare prima del grigliatore qualsiasi cibo può essere punito attraverso il pungolamento da forchettone.
  4. No preparatori atletici: durante la pasquetta è severamente proibito invitare i preparatori atletici, affinché la giornata riesca nel migliore dei modi. La loro presenza assicurerebbe al rientro dopo le feste ore interminabili di atletica.
  5. No rugby:  per una volta all’anno staccate il cervello dalla palla ovale e dedicatevi ad altri sport ricreativi come la “gara di rutti” e la briscola sportiva.
  6. Le ali guidano: essendo i giocatori più propensi al mantenimento della loro forma fisica, si contengono sia nel bere che nel mangiare. Durante la pasquetta, essi diventano automaticamente gli autisti designati per il ritorno dalla festa.
  7.  Ciò che succede a pasquetta rimane a pasquetta:  come in Fight Club o a Las Vegas. Se un’ala  tomba un pilone nessuno deve mai, e sottolineo mai, fare riferimento all’accaduto. Eventuali video verranno segnalati alla polizia postale.

 

di Giacomo Civino

 

Previous ArticleNext Article

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *