Ecco cosa sapere per non arrivare impreparati al 6 Nazioni 0 1590

Siamo quasi in procinto di cominciare la strada che ci porterà attraverso la scoperta (o la riscoperta) della migliore squadra europea del 2019. O meglio, la miglior squadra di uno dei campionati più antichi del mondo (per scoprire altre curiosità come questa leggi qui) che si aggiudicherà il trofeo del Sei Nazioni 2019.
Nonostante le solite critiche e i soliti allarmismi su una squadra piuttosto che un’altra, oggi vi proporremo una semplice guida tra le notizie buone e cattive delle sei sfidanti del torneo. Per allineare speranze e timori, per avere discorsi costruttivi sull’argomento e anche, perché no, scommettere qualche birra con gli amici oppure con il Fantasy Rugby su chi vincerà.
L’Irlanda vincerà a mani basse!“, “Ma l’Italia si porterà a casa il cucchiaio di legno anche quest’anno?“, “Eddie Jones vuole riprendersi ciò che è suo!“. Affermazioni e domande a cui cercheremo di dare risposta. Ah, e per non destare sospetti abbiamo messo i nomi delle nazioni partecipanti in ordine alfabetico, così da non farvi capire su chi scommettiamo noi.

FRANCIA
I Bleus sono sempre stati una squadra imprevedibile: un minuto prima possono essere stanchi morti tanto da non correre nemmeno e quello dopo romperti a suon di placcaggi. Sono pericolosi i francesi e noi dovremmo saperlo bene avendo conosciuto da vicino il loro allenatore e anche per quella partita quasi vinta contro i campioni del 2018. Partita che si sono visti sfumare davanti agli occhi per un perfetto calcio di un ottimo giocatore che, ahimè, ha infranto sogni di gloria di molti francesi.
Brunel per quest’anno non può permettersi un giocatore come l’ala Thomas, fuori per infortunio, e la seconda linea Maestri, che durante gli scorsi test di novembre aveva fatto la sua sporca figura in campo. Per questa Francia imprevedibile, al 9° posto del ranking, gli scorsi incontri sono stati, come già detto, imprevedibili: dal tenere testa alla nuova potenza della Nazionale sudafricana al farsi mettere sotto dai fijiani e le loro mirabolanti mete durante l’ultimo test di novembre. Eppure nella scorsa edizione del Sei Nazioni in casa hanno perso una sola partita delle 3 ospitate (contro l’Irlanda, ndr) e nel 2017 nemmeno una. Quindi dite che non dovrebbero avere paura per la prima partita contro il temibile Galles (di cui parliamo subito sotto)? Sta a voi capire su chi puntare.
Fatto sta che sono 5 i nuovi ragazzi dal sangue giovane inseriti dall’allenatore della Francia e affiancati da nomi più noti come Bastareau, Parra e Picamoles in voce di veterani.

GALLES
Sembrerà strano da credere ma i Gallesi, ad oggi, sono una delle squadre più performanti e più in forma dell’emisfero nord dopo l’Irlanda. Una di quelle squadre che in silenzio vince partita dopo partita senza far troppo chiasso ma dimostrando in campo di come sia efficace con difesa solida e giocate finalizzanti. Terza in classifica nel ranking mondiale, la squadra di Gatland è uscita con il 100% di vittorie dai 3 test di giugno e i 4 test di novembre includendo anche il nuovo ed imbattibile Sudafrica. E, con alle spalle, un secondo posto durante il Sei Nazioni 2018 a 11 punti dalla capolista. L’allenatore del Galles dopo il Mondiale 2019 si ritirerà quindi questa sarà la sua ultima occasione per dimostrare come gli uomini da lui scelti possano vincere ancora. Nonostante gli infortuni di routine che lo hanno costretto a fare a meno di un giocatore di punta come Faletau (terza linea centro, ndr) e Halfpenny che non sembra aver superato del tutto gli scompensi avuti dopo una seria concussion datata novembre contro l’Australia. Mentre un respiro di sollievo l’allenatore può tirarlo per Moriarty che, molto probabilmente, avrà il lascia passare dopo accertamenti post concussion, pure lui. Confidando nei 120 caps del capitano Alun-Wyn Jones e nella sua guida sicura, per la prima giornata i rossi se la dovranno vedere contro la Francia. Squadra che, da quanto è entrata nel 1910 nel campionato, se la sta giocando di anno in anno con il Galles con un 51% di partite vinte.

INGHILTERRA
Una squadra proclamata già vincitrice della scorsa edizione con tanto di Grande Slam e che è, invece, arrivata in quinta posizione per la prima volta nella storia sopra solo all’Italia.
Su questa squadra c’è da sapere che mancano molti giocatori noti al pubblico per via dell’età ma anche dei molti infortuni: che siano infortuni capitati durante la PRO14, Challenge, Premiership e Champions Cup oppure che siano infortuni accaduti durante le intense sessione di allenamento dell’australiano-giapponese Eddie Jones hanno ridotto il numero di atleti a sua disposizione. Ovviamente l’allenatore inglese non ha molti problemi a trovare giovani e aitanti rugbisti che aspirano a ricevere i loro primi caps, anzi, ha anche una schiera di baldi giovani con esperienza alle spalle che vorrebbero giocare ancora con la rosa sul petto. Invece la squadra performante di Jones sembra aver preso forma e ora non aspetta altro che riprendersi la rivincita contro tutte le squadre (eccetto Italia e Galles).
Dopo i Test di giugno che hanno visto la Nazionale inglese combattersela finendo due partite vinte e due perse contro il Sudafrica è anche quella squadra che ha perso di un solo punto contro gli All Blacks a novembre e che ora è quarta nel ranking mondiale.
La prima sfida per Farrell&Co sarà contro la miglior squadra al mondo del 2018, contro il miglior giocatore del mondo 2018 e che ha il miglior allenatore del mondo del 2018 il 2 febbraio all’Aviva Stadium. Sarà la sfida decisiva: chi vince o meno il Grande Slam del 2019.

IRLANDA
Abbiamo già parlato più e più volte de “La squadra del 2018”. Abbiamo parlato del loro superbo allenatore, del loro 10 – il giocatore migliore al mondo – e abbiamo anche constatato di come ormai siano una minaccia per i neozelandesi, i numeri uno al mondo. Abbiamo anche parlato del loro inaspettato Sei Nazioni 2018 dove hanno vinto tutto ciò che potevano vincere. Però bisogna tenere conto del fatto che molto probabilmente Johnny Sexton salterà la finale con la sua squadra del Leinster per dei problemi al ginocchio (problemi per i quali già durante l’edizione scorsa si faceva delle lunghe e dolorose punture per attenuare le sofferenze). Ma non c’è da temere perché alle sue spalle ci sono due regazzetti di nome Carbery e Carty che non vedono l’ora di dimostrare con la maglia verde le abilità che stanno già mettendo in campo vestendo i colori dei propri club d’appartenenza.
Dalla loro parte, la squadra dei verdi, giocherà in casa le partite più importante e temibili del Sei Nazioni rispettivamente contro Inghilterra e Francia. Ma non c’è nulla da temere per Schmidt e i suoi giocatori, ritenuti nel mondo come alcuni dei giocatori migliori per ciascun ruolo (tenendo d’occhio particolarmente un certo Furlong e un altro tipetto di cognome Furlong). L’allenatore, al suo ultimo Sei Nazioni dietro la direzione dell’Irlanda, punta già alla semifinale al Campionato del Mondo in Giappone tenendo a mente che su 12 match giocati nel 2018 (contando anche il 6 Nazioni) ne ha portati a casa ben 11. La vittoria degli irlandesi in questa edizione 2019 è già scontata?

ITALIA
Ci stanno i 13 cucchiai di legno collezionati dal 2000 ad oggi, ci stanno le scofitte a novembre e ci sta che, a quanto pare, tutti voglio la Georgia in questo campionato. Fatto sta che quest’anno l’Italia ha a disposizione alcuni nomi che potrebbero far comodo ad O’Shea per risollevare il morale dello Bel Paese: Tuivaiti, Sisi, Traorè, Zilocchi, alcuni già rodati e alcuni da inserire nella lista degli azzurri con cappello, faranno parte di una squadra che non vede una vittoria nel Sei Nazioni dal lontano 28 febbraio 2015 quando vinse a Murrayfield contro i padroni di casa per 3 punti. Stessa squadra contro la quale scontrerà per la prima partita del campionato durante la prima giornata sempre in casa loro.
A favore dell’Italia abbiamo un’ottima stagione da parte del Benetton Treviso che sta collezionando vittorie su vittorie, tanto da meritarsi menzioni di spessore anche all’estero, sia per azioni compiute, sia per giocatori di livello. Abbiamo anche un capitano che con i suoi 134 caps segnerà, proprio il 2 febbraio, il record di presenze nel campionato per la maglia azzurra sia in generale. Oltre ai 18 leoni trevigiani convocati e ad alcuni “esterni” come lo stesso Parisse, Ghiraldini e Campagnaro, da tenere sott’occhio anche secondo giudizi esterni, sono il figliol prodigo ritornato da una serie di infortuni Mbandà, dell’inarrestabile e mai deludente Steyn e del fresco Sisi, flanker del Parma. Da ricordare che gli Azzurri dovranno fare a meno di Minozzi, Polledri e Bellini, tutti e tre infortunati da tempo sperando di poterli avere di nuovo in campo per il Mondiale.

SCOZIA
Che gli scozzesi si giochino anno dopo anno il cucchiaio di legno con l’Italia? In effetti di vittorie non arrivano mai così tante da vedersi il trofeo ormai in bacheca, ma la Scozia sta affrontando un lungo e duro percorso di crescita che sta portando i suoi frutti anche se un po’ a rilento. Per l’head coach Townsend il rugby scozzese non ha mai raggiunto un livello così alto come in questo momento: di otto squadre partecipanti, per la prima volta due team scozzesi sono ai quarti di finale dell’European Champions Cup. Infatti Edimburgo e Glasgow sono solo la punta dell’iceberg dei miglioramenti della Scozia che, per ora, si vede costretta a stare al 7° posto in classifica del ranking mondiale. Però c’è da tenere conto che, durante la scorsa edizione del Sei Nazioni, grazie alle 3 vittorie conseguite, si è vista addosso la medaglia di bronzo a soli due punti dalla seconda in classifica. È una squadra, come l’Italia, che non ha mai vinto un’edizione del Sei Nazioni (da quando si chiama così, ovvero dal 2000). Il Bel Paese sarà la prima sfida per gli scozzesi che il 2 febbraio scenderanno nel loro campo di Murrayfield inaugurando questa edizione. L’allenatore per quest’edizione porterà in campo ben 7 giocatori esordienti ma non è una novità per lui che da 18 mesi a questa parte durante 18 test match ha introdotto in maglia blu ben 18 giocatori nuovi e sconosciuti alla Nazionale (magari gli porta fortuna il numero).

 

di Chiara Bustreo

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