Chianucci, Fusco, Koffi, intervista ai ragazzi terribili dell’Under 20 0 1223

La scorsa stagione ha visto la Nazionale U20 conquistare il miglior posto in classifica da quando disputa il Sei Nazioni, a un passo dal podio, gli Azzurrini concludono la competizione con un meritato 4° posto.

Quanto è stato bello vedere le facce sorridenti dei nostri ragazzi che, coperti di fango, si abbracciavano dopo aver conquistato la vittoria contro Galles e Scozia!

È proprio da lì che ripartiamo quest’anno: il prossimo 1° febbraio la giovane Nazionale di Roselli affronterà la Scozia in trasferta per poi tornare a casa a prepararsi per il Galles.

Anche in questa categoria il livello è molto alto, ma i risultanti ottenuti negli ultimi anni dagli Azzurrini sono solidi e ancora più da apprezzare considerando che la Nazionale U20 viene travolta ogni anno dal ricambio generazionale, visto che dopo i 20 anni non può più partecipare, nemmeno come fuori quota, per limiti d’età.

Sono i nati nel 1999/2000 i giocatori che quest’anno difenderanno la maglia azzurra dai coetanei delle altre Nazioni.

Coach Roselli potrà contare su 24 ragazzi pronti a dimostrarsi all’altezza della grande opportunità che si sono conquistati.

Abbiamo parlato con Andrea Chianucci, Antoine Koffi e Alessandro Fusco, tre ragazzi provenienti da ambienti rugbistici differenti e che ogni weekend, sui campi di tutta Italia si ritagliano il loro posto nel mondo della palla ovale con tanta passione, determinazione e l’amore di chi li sostiene da casa.

A proposito di super tifosi, a chi hai detto per primo della chiamata con la Nazionale U20?

Chianucci: A chi in tutti questi anni mi ha seguito e supportato, mio padre è stato il primo a saperlo.

Koffi: I primi a saperlo sono stati i miei genitori, perché hanno sempre creduto in me e non mi hanno mai lasciato un secondo. sono sempre stati accanto.

Fusco: A papà. Era un passaggio obbligatorio, mi tartassa ed è il mio primo tifoso. È sempre stato con me, ha creduto in me, era ovvio che lo dicessi a lui.

La Toscana è una regione che ormai da tanti anni sta fornendo alle squadre di mezza Italia buoni giocatori. Uno di questi è Andrea Chianucci al suo primo Sei Nazioni con la Nazionale U20.

Chianucci, classe 99 di Arezzo, gioca nella Toscana Aeroporti I Medicei. Gli abbiamo chiesto se il livello del Top12 e in particolare della sua squadra lo stia preparando in modo adeguato al futuro che immagina in Nazionale.

C: penso che il miglioramento dipenda sopratutto da te stesso.

Andrea, cosa passa per la testa di un ragazzo di 19/20 anni quando arriva la convocazione in Nazionale?

C: Credo che la maglia della nazionale sia il sogno di tutti quelli che praticano uno sport e quando ti rendi conto che hai la possibilità di indossarla provi un senso di responsabilità nei confronti di chi ti ha scelto, ma sopratutto riempie di orgoglio la possibilità di rappresentare il tuo paese.

Subito dopo il Top12 viene il Pro14, hai una squadra in particolare nei tuoi pensieri?

C: Pur essendo consapevole che per tradizione e storia ci sono squadre blasonate, io credo nelle nostre franchigie italiane e se proprio dovessi scegliere preferirei le Zebre.

Un altro classe 99 fiero di tornare a vestire la maglia azzurra è Antoine Koffi,  man of the match nella grande vittoria contro la Scozia dello scorso Sei Nazioni. Koffi è una pedina importante della Nazionale U20 ed è stato anche permit player dello Zebre Rugby Club per una partita di Guinness Pro14 contro il gallesi dei Cardiff Blues.

Ti aspettano partite decisive, ti stai preparando con grande impegno a questo Sei Nazioni e al Mondiale U20?

K: penso che la convocazione in Nazionale sia il sogno di tutti i ragazzi, per rappresentare la mia nazione con orgoglio lavoro tanto. Con la mia squadra, il Calvisano, sfrutto ogni allenamento e ogni partita per crescere e prepararne altri.

Che cosa vedi nel tuo futuro?

K: Punto ad essere chiamato alle Zebre per crescere ancora e cercare così di aprire le porte anche su un’opportunità all’estero.

Ti ho chiesto che musica ascolti prima di scendere in campo e la tua risposta è stata molto particolare.

K: Si, in genere ascolto canzoni tranquille, il più delle volte con pianoforte per rilassarmi.

Ultimo delinquente giovanissimo che abbiamo sentito è Alessandro Fusco, che torna a giocare quest’anno come mediano di mischia, un ruolo in cui occorrono velocità, visione di gioco e buona comunicazione con il resto della squadra.

A proposito di comunicazione: la Nazionale U20 è una Nazionale che ogni anno rinnova la rosa per una questione d’età. E’ difficile fare gruppo con ragazzi nuovi che vengono da ambienti rugbistici diversi?

F: Ci siamo trovati subito molto bene, a nostro agio anche grazie a qualche precedente raduno. L’obiettivo è quello di creare subito un gruppo compatto. Siamo tutti ragazzi della stessa età con una grande passione in comune e questo aiuta tantissimo.

Ci sono momenti in campo in cui pensi alla tua famiglia che ti sta guardando, ai tifosi in tribuna o riesci sempre a rimanere concentrato sull’azione?

F: Sinceramente no. Quando arrivo mi piace guardarmi intorno, vedere com’è lo stadio, osservare tutto. Poi però iniziano le danze e riesco sempre a rimanere concentrato sull’azione.

Anche per te la domanda “in quale squadra del Pro14 ti vorresti vedere giocare”?

F: Mi piacerebbe continuare il mio percorso sul suolo italiano. Il lavoro che stanno facendo le franchigie è ottimo e giocare a Treviso sarebbe un sogno perché sta facendo davvero una bella stagione, hanno migliorato il gioco e trovo che sia importante anche in ottica azzurra proseguire in Italia.

Insomma, tutti e tre i nostri giovanissimi campioni scalpitano per continuare a giocare sul suolo italiano. Tre giovani promesse a cui non possiamo far altro che augurare tutto il meglio.

 

Di Cristina Marconcini

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