Sorelle in casa, rivali in campo: lo spot sulle sorelle Millar-Mills per Guinness Six Nations 0 1117

Ho iniziato a giocare a rugby quando avevo 9 anni e per farmi compagnia mia sorella venne con me.”
Così inizia il racconto del nuovo spot del Guinness Six Nations, il primo video del nuovo sponsor dedicato alla parte femminile del torneo. Un video promozionale di appena 30 secondi che racconta di due sorelle, Harriet e Bridget Millar-Mills sorelle e rivali in campo. Infatti, dopo essere cresciute insieme sia in campo che fuori dal campo, le due hanno preso strade diverse. Una ha cominciato ad indossare e a giocare per la maglia della Nazionale inglese mentre l’altra per la scozzese.

Harriet, classe ’91, terza linea centro. Capelli rossi fiammanti, una giocatrice con più di 50 caps sulle spalle con la Nazionale inglese. Giocatrice presso le Wasps Ladies è una rugbista di livello: ha vinto per due anni il premio di Women’s Premiership Players’ Player of the Year e anche capitana della squadra U20 inglese.
Mentre Bridget è classe ’83, seconda linea. Ha cominciato a giocare per la Nazionale scozzese poiché metà della famiglia Millar-Mills ha proprio origini scozzesi. Per la prima volta le sorelle si sarebbero potute scontrare ciascuna con la rispettiva squadra nel 2013. In quell’occasione l’Inghilterra ebbe la meglio ma le sorelle per soli tre minuti non si scontrarono direttamente. Infatti appena una manciata di minuti prima che Harriet entrasse in campo, Bridget fu sostituita. Da lì in poi si scontrarono altre volte, ovviamente.
Ma il 16 marzo le due squadre scenderanno in campo per l’ultima giornata del Sei Nazioni 2019. Nonostante abbiamo già in mente la classifica e – forse – anche l’esito della sfida, sarà interessante guardare la partita e pensare a quelle due sorelle in casa ad urlarsi impropri l’un l’altra guardando il match. Ma comunque bevendo una birra insieme davanti alla tv.

Oltre alle due sorelle in casa poi c’è pure un fratello: Elliott, pilone nominato tra i 27 nomi della squadra U20 nel 2016.
Noi siamo veramente competitivi – racconta Harriett – e pure Monopoli ora è bannato da casa nostra.

 

di Chiara Bustreo

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