Storia del “Cucchiaio di legno”, il trofeo che nessuna squadra vuole vincere 0 2576

Il "Cucchiaio di legno", quel trofeo che nessuna squadra vuole vincere

Il “Wooden Spoon“, così come è chiamato in inglese, è un titolo simbolico dato alla squadra che termina il 6 Nazioni in ultima posizione. Dall’Home Championship (4 Nazioni) ad oggi, passando per l’università di Cambridge e il “Whitewash“, ecco la storia di questo trofeo che l’Italia dovrebbe evitare di collezionare anche quest’anno.

Leggere le statistiche sulla storia del 6 Nazioni, con un occhio particolare ai dati relativi al famoso Cucchiaio di Legno, fa un pò impressione. Infatti, la nazionale che dal 1883 (anno di nascita del torneo che allora si chiamava Home Championship), ha collezionato il numero maggiore di Wooden Spoon è stata addirittura l’Irlanda, cioè quella che attualmente è la squadra favorita per la vittoria finale del prossimo 6 Nazioni.

I NUMERI – I Verdi Trifogli ne hanno collezionati ben 36, tra Home Championship (o 4 Nazioni, torneo al quale partecipavano solo le selezioni britanniche) e 5 Nazioni (campionato così chiamato nel 1910 con l’ingresso della Francia). Ma a partire dal 2000, anno in cui è nato l’attuale 6 Nazioni (che ha visto l’inizio della partecipazione al torneo anche dell’Italia), gli irlandesi hanno smesso di aggiudicarsi il beffardo Cucchiaio.

Per il resto, e considerati gli archi temporali ed evolutivi del torneo – che oggi conosciamo come 6 Nazioni – nella classifica delle squadre che hanno “vinto” più Wooden Spoon, troviamo: Scozia (33), Galles (22), Inghilterra (22), Francia (18) e Italia (13). Ovviamente la nazionale azzurra, se pensiamo che compete nel principale Championship europeo da 19 anni, detiene un bel record negativo. Inoltre, la selezione del Belpaese, ha collezionato per il suo palmares ben 8 Whitewash (in gergo inglese, “andare in bianco“). In pratica l’Italia, in queste edizioni del 6 Nazioni, non solo è arrivata ultima, ma lo ha fatto con 0 punti perdendo tutte le partite.

SIMBOLI E SIGNIFICATI – La storia narrata e tramandata oltre Manica, racconta che la leggenda del Wooden Spoon è nata in Inghilterra e in ambito universitario. Infatti, il Cucchiaio di Legno, sarebbe legato ad una tradizione di inizio 900 dell’Università di Cambridge. Gli studenti che la frequentavano, secondo ciò che afferma il mito ovale, regalavano proprio il fatidico cucchiaio ai colleghi che prendevano i voti più bassi. Insomma, anche in ambito accademico, il Wooden Spoon aveva una valenza di scherno, derisione e goliardia (in fondo il cucchiaio era inteso anche come espressione di buon augurio per il prosieguo degli studi).

A quanto pare, l’ultimo studente di Cambridge a ricevere il Cucchiaio di Legno dai suoi colleghi, fu nel 1909 Cuthbert Lempriere Holthouse, atleta del St. John’s College. Proprio qui, in una teca, dovrebbe esserci conservato quel “Wooden Spoon” originale. Nello specifico, il Cucchiaio di Legno poteva raggiungere anche il metro e mezzo di lunghezza. All’epoca si sarebbe trattato di oggetti molto grandi, che potevano avere particolari decorazioni ed erano consegnati all’interno di cerimonie ufficiali e formali. Ad oggi, nel rugby, questo non avviene ma la cultura del Wooden Spoon – anche se “virtuale” – è più viva che mai.

ORIGINI NEL RUGBY – Infatti, il primo incontro tra il mondo ovale e il Cucchiaio di Legno ci sarebbe stato nel 1883, esattamente un anno prima della nascita del 4 Nazioni. Sarebbe stata l’ala inglese William Bolton, futuro eroe della guerra anglo-boera (il conflitto tra l’Inghilterra e le colonie sud africane di origini olandesi), ad acquistare in Svizzera un souvenir che assomigliava proprio al Wooden Spoon. In quell’occasione l'”omaggio” sarebbe stato destinato all’Irlanda, nazionale che aveva perso tutte le partite durante la prima edizione dell’Home Championship. Come si dice, dopo 136 anni, i corsi e ricorsi della storia.

 

Il "Cucchiaio di legno", quel trofeo che nessuna squadra vuole vincere
Un’immagine del Wooden Spoon probabilmente del 1910

Di Andrea Aversa

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