Superugby 2019: guida completa al torneo 0 1606

Siamo qui oggi a parlarvi ancora una volta di quella competizione che tutti i rugbisti amano e, che se non sanno cos’è, impareranno ad amare grazie a tutti i contenuti che posteremo dal 15 febbraio in poi. Siamo qui per spiegarvi come funziona il massimo campionato dell’emisfero sud e per darvi alcuni nomi su cui puntare gli occhi durante queste giornate e questo 2019 anche in vista dei mondiali in Giappone. Non ringraziateci.

FORMULA E REGOLE DEL TORNEO

Siamo giunti alle porte della 24° edizione del massimo evento rugbystico mondiale per club, il Superugby 2019. Non cambiano le regole per questa edizione, analoghe a quelle del 2018. A sfidarsi le franchigie di Nuova Zelanda, Australia, Sud Africa, Argentina e Giappone. Il giusto antipasto in vista del mondiale che si giocherà nel paese del Sol Levante.

Le 15 squadre saranno suddivise in tre conference:
Australian Conference: quattro squadre australiane, Brumbies, Rebels, Reds, Waratahs, più i Sunwolves dal Giappone.
South African Conference: quattro squadre sudafricane, Bulls, Lions, Sharks, più i Jaguares dall’Argentina.
New Zealand Conference: cinque squadre neozelandesi, Blues, Chiefs, Crusaders, Highlanders, Hurricanes.

Le squadre giocheranno 16 partite di andata e ritorno (4 partite in conference, 4 partite inter-conference), più due giornate byes (giornate di riposo, ndr). La prima classificata di ogni conference guadagnerà l’accesso diretto ai quarti di finale e giocherà il proprio incontro in casa. Così come le migliori seconde, terze e quarte classificate di ciascun girone. Invece, le squadre dal 5° all’8° posto in classifica generale, accederanno comunque ai quarti ma giocheranno l’incontro in trasferta. Potete trovare tutte le regole e il tournament spiegati nel video che alleghiamo sotto. Il campionato sarà trasmesso in Italia da Sky Sport.

IL VIDEO DI PRESENTAZIONE DEL TORNEO –

CONFERENCE E SQUADRE

CONFERENCE AUSTRALIA

Il 2018 non è stato affatto l’anno dell’Australia che, dall’arrivo del nuovo CT Cheika dal 2014, non sta godendo di floride possibilità a livello rugbistico. Infatti lo si può notare dal fatto che, dopo la vittoria del campionato nel 2014 da parte dei Waratahs – quell’anno allenati proprio dallo stesso Cheika -, nessuna squadra appartenente alla conference australiana abbia più raggiunto le finali del torneo. Sempre surclassati da neozelandesi e, negli ultimi anni, dai sudafricani, non stanno riuscendo ad uscire da questo limbo infernale che li tiene incatenati a dei problemi interni. Problemi che speriamo quest’anno possano trovare svolta positiva a cominciare dal Super Rugby per poi finire, chissà, con la Coppa del Mondo.

BRUMBIES
La squadra della capitale australiana di Canberra posizionata a metà classifica alla fine della scorsa stagione da quest’anno comincerà con una marcia in più/con un giocatore di qualità in più. Nonostante all’interno della rosa si contino giocatori come l’immenso David Pocock e la conferma di Tevita Kurindrani, nel 2019 Pete Samu – ex flanker dei pluri-vincitori del torneo Crusaders – sarà la novità per gli australiani. Questa squadra, la seconda detentrice di maggior vittorie nel Superugby dopo i sopra citati neozelandesi, non pensiamo riuscirà a vincere nemmeno quest’anno ma magari comincerà a scalare pian piano i gradini del podio.
Acquisto: Pete Samu – flanker sinistro, da Crusaders
Punti di riferimento: Tevita Kuridrani – secondo centro / Henry Speight – ala

REBELS
È una delle squadre più “giovani” del torneo e dal 2011 è stata inserita grazie all’ampliamento delle partecipanti alla competizione a discapito di una franchigia sudafricana. Dopo il delineamento della nuova struttura del Superugby nel 2018 che ha visto l’uscita della quinta squadra australiana dei Western Force, i Rebels hanno potuto accogliere tutti coloro che dalla ex franchigia volessero continuare a giocare nel massimo campionato dell’emisfero sud così da ampliare la rosa con giocatori già noti e pronti alla competizione. Da puntare gli occhi quest’anno sul più che conosciuto Quade Cooper dalla rugby league e sul ritorno in patria di Matt Toomua dai Leicester Tigers. Per noi l’X Factor quest’anno potrebbe dimostrare di possederlo il tallonatore Jordan Uelese, classe ’97.
Acquisto: Quade Cooper – mediano d’apertura, da Brisbane City / Matt To’omua – primo centro, da Leicester Tigers
Punti di riferimento: Will Genia – mediano di mischia / Marika Koroibeite – ala

REDS
Anche per coloro che hanno solo una infarinatura generale del Superugby e pensano alla maglia dei Reds, con il loro immancabile koala sul cuore, non possono non immaginarsi Tupou/Tongan Thor per gli amici, che veste i panni del pilone di nuova generazione per questa squadra. Solido in mischia e veloce in campo si aggiunge a lui un ottimo Jordan Petaia, classe 2000, fresco della prima convocazione con i Wallabies per i test di novembre (senza però aver esordito). Altra solida conferma è Samu Kerevi, secondo centro della Nazionale australiana, che a suon di mete si è guadagnato onore e merito per molte vittorie sia internazionali che nel campionato del sud.
Acquisto: Sefa Naivalu – primo centro, da Rebels (fijano, giusto da sottolineare)
Punti di riferimento: Taniela Tupou – pilone destro / Jordan Petaia – ala / Samu Kerevi -secondo centro

WARATAHS
Forti del miglior marcatore della scorsa edizione con 223 punti, Bernard Foley e i suoi Tahs da Sydney sono stati protagonisti di una stagione non male nel 2018. Infatti, arrivati in semifinale hanno visto sfumare (per il 3° anno di seguito) il posto in finale per mano dei sudafricani Lions. Ma quest’anno, insieme all’estremo per eccellenza Israel Folau, si unirà alla rosa il fratello più piccolo John che approda come ala dal mondo della rugby league. Poi, coscienziosi del dover tra poco rispolverare e rinfrescare la mischia della Nazionale australiana, quest’anno sarà l’occasione per Hanigan, terza linea centro, di dimostrare tutto ciò di cui è capace.
Acquisto: John Folau – ala, da Sydney Ryas
Punti di riferimento: Ned Hanigan terza linea centro / Bernard Foley – mediano d’apertura / Jake Gordon – mediano di mischia

SUNWOLVES
La rosa dell’anno scorso è stata riconfermata anche quest’anno, ma vedremo i lupi scalare la classifica e riuscire a staccarsi da quel costante ultimo posto della conference? Hanno vinto 3 partite nel 2018 contro tre squadre sudafricane, ringraziando anche l’ottimo e rassicurante piede del numero 10 Tatekawa già nella lista della Nazionale. Nonostante siano i novellini della competizione, dal 2016 i giapponesi hanno capito come gira la situazione. Infatti, soldi hanno dimostrato di averne e di sapere come usarli: dopo aver portato in terra nipponica giocatori leggendari (tra i quali Dan Carter, ndr), da quest’anno arrivano Rene Ranger ex centro dei Blues e poi de La Rochelle e il flanker, sempre della squadra neozelandese di SBW, Kara Pryor.
Acquisto: Rene Ranger – primo centro, da La Rochelle / Kara Pryor – flanker destro, da Blues
Punto di riferimento: Harumichi Tatekawa – mediano d’apertura

CONFERENCE NUOVA ZELANDA

È l’unico dei tre gironi ad avere 5 squadre tutte provenienti dal paese dal quale prende il nome la conference. Si sa, i neozelandesi sono prolifici in fatto di rugbisti talentuosi e sono coloro che hanno un gioco più spettacolare e che rendono la competizione “Super”. Nonostante ciò la stagione del 2018 iniziata a mille ha visto sul finire dell’anno una Nazionale un po’ affaticata, tanto da perdere la supremazia e venire sconfitti dall’Irlanda e dalla nuova potenza sudafricana. In più a questo si aggiunge l’enorme fuoriuscita di cervelli-e-atleti dal Paese, che preferiscono uscire dalla sfera protettiva neozelandese ed accettare contratti molto remunerativi in Europa o in Giappone.
Detto questo, non crediamo sia giunta la fine delle squadre dalla Nuova Zelanda. Anche perché è appena tornato Ma’a Nonu e dal 2012 le squadre dei kiwi, fatta eccezione per il 2014, stanno continuando a detenere il trofeo della competizione in patria.

BLUES
Nonostante possano contare su una buona squadra alle spalle e un buon bacino di giocatori neo-vincitori della Mitre 10 Cup di Auckland a cui attingere, i Blues non riescono a risollevare le sorti ne della società ne dei tifosi. Quest’anno, speranzosi per il ritorno della leggenda Ma’a Nonu, la squadra potrà contare su qualche speranza in più di vittoria aggiungendo alla rosa un altro nome che nel 2018 ha sconvolto il mondo della palla ovale: Karl Tu’inukuafe. Oltre a ribadire l’amore che proviamo per questo pilone e la reverenziale stima nei confronti del centro di origine neozelandese, i Blues fanno riferimento ai più che scontati sottomano di Sonny Bill Williams (possibile nuovo flanker) e ai fratelli Ioane che arrivano da stagioni soddisfacenti, chi dai Blacks e chi dalla vittoria della coppa neozelandese.
Acquisto: Ma’a Nonu – primo centro, da RC Toulon / Karl Tu’inukuafe – pilone sinistro, da Chiefs / Johnathan Ruru – mediano di mischia, da Auckland
Punti di riferimento: Akira Ioane – terza linea centro / Rieko Ioane – ala / Otere Black – mediano d’apertura / Stephen Perofeta – mediano d’apertura

CHIEFS
Giocatori di altissimo livello popolano la rosa di una squadra che nemmeno lo scorso anno è riuscita ad arrivare alle semifinali per via di un punto di difetto rispetto ai concorrenti Hurricanes scontrati ai quarti. Una delle franchigie che fornisce la maggior parte dei rugbisti dei Tutti Neri, rivoluziona la squadra con un acquisto più che decisivo: Debreczeni infatti, mediano d’apertura degli australiani Rebels, sostituirà la poco convincente performance dello scorso anno di Damian Mckenzie nei panni di un ruolo – molto probabilmente – poco adatto a lui. Altri nomi che confermano già l’enorme potenza dei Chiefs sono il capitano Retallick, Lienert Brown (anche se poco usato lo scorso anno nonostante le capacità), Laulala, Cane e Alaimalo.
Acquisto: Jack Debreczeni – mediano d’apertura, da Rebels
Punti di riferimento: Brodie Retallick – seconda linea / Anton Lienert Brown – secondo centro / Solomon Alaimalo – estremo

CRUSADERS
Squadra che vince non si cambia: i vincitori dell’edizione 2018, 2017 e 2016 con alla guida uno dei migliori ballerini di breakdance-post-vittoria, ovvero Scott Robertson, sono forti di una squadra ben assortita e dalle prestazioni ottime. Con soli due scontri persi durante la stagione del 2018 – rispettivamente contro altre due squadre neozelandesi quali Hurricanes ed Highlanders – conta più All Blacks di qualsiasi altra squadra. Da Barrett a Mo’unga, da Crotty a Goodhue, i Crusaders sono una vera e propria fornace di talenti: infatti quest’anno due nomi, che già dalla scorsa edizione si sono contraddistinti, sono gli estremi Havili e Bridge (all’occorrenza dei Tutti Neri come ala) e sui quali riponiamo fiducia anche quest’anno. Attenzione all’esordio della giovanissima ala classe ’99 Fainga’anuku.
Acquisto: Leicester Fainga’anuku – ala, dal college e New Zealand U20
Punti di riferimento: David Havili – estremo / Mike Alaalatoa – pilone sinistro / Richie Mo’unga – mediano d’apertura

HIGHLANDERS
Dopo l’addio di Sopoaga approdato nei Wasps, si dà il bentornato a Marty Banks, conoscenza cara ai trevigiani che l’hanno visto in azione (non quanto avrebbero voluto) con il Benetton Treviso. Quarti in classifica su cinque, nel 2018 gli Highlanders hanno vissuto una stagione non del tutto soddisfacente ma, già dalla prima giornata, si vedrà titolare uno dei nuovi talenti acquistati dalla squadra: il fratello gemello di Peter Umaga Jensen giocatore degli Hurricanes, Thomas classe ’97 giocherà come primo centro. Naholo, Ben e Aaron Smith sono le conferme dei Landers che, guidati dall’ennesimo fratello Whitelock, cercheranno di scalare la classifica del girone.
Acquisto: Marty Banks – mediano d’apertura, da Benetton Treviso – Thomas Umaga-Jensen ‘ 97 gemello di Umaga Jensen
Punti di riferimento: Waisake Naholo – ala / Tevita Li – ala / Ben Smith – estremo / Aaron Smith – mediano di mischia

HURRICANES
Ecco un’altra squadra che fornisce un gran numero di giocatori dei Tutti Neri provenienti dalla provincia di Wellington e più precisamente dagli Hurricanes. Gli elettrici contano nella loro rosa anche Ben Lam che, nonostante non sia ancora entrato nella cerchia degli All Blacks – e qualcuno di noi si sta ancora seriamente chiedendo il perché -, l’anno scorso ha fissato il record assoluto di mete segnate durante una singola stagione del Superugby con ben 16 palloni schiacciati oltre la linea di meta. Novità di questo 2019 sarà il secondo centro classe ’99 Proctor che, pescato dalla squadra della Mitre 10 Cup, ha già un passato come All Black U20.
Acquisto: Billy Proctor – secondo centro, da Wellington / Fletcher Smith, mediano d’apertura, da Highlanders
Punti di riferimento: Beauden Barrett, mediano d’apertura / TJ Perenara, mediano di mischia / Jeffery Toomaga-Allen, pilone destro

CONFERENCE SUD AFRICA

Forti di vittorie su vittorie con la Nazionale nel Championship e nei test-match di novembre, il Sudafrica vuole continuare la sfilza di vittorie e di miglioramenti anche a partire dal Superugby 2019. Dopo la scoperta di nuovi talenti nella scorsa edizione, questo potrebbe essere l’anno della vittoria di una squadra proveniente dalla conference che si estende da Pretoria passando per Durban fino a Città del Capo e che ogni anno porta almeno due squadre ai quarti di finale.
Inoltre da quest’anno le squadre sudafricane avranno le maglie più fighe del torneo (potete trovare il nostro articolo dedicato qui). Infatti, per le partite all’interno della conference – ovvero per i derby -, ogni squadra vestirà la maglia con il supereroe abbinato: chi Black Panther, chi Spiderman e poi Thor e Captain America. Iniziamo questa stagione eroica, allora.

BULLS
Non si sa bene perché, ma i Bulls per quest’anno hanno adottato la tecnica milf – o in questo caso gilf -: meglio con esperienza che giovani. Infatti, due dei migliori acquisti fatti dalla squadra di Pretoria non sono proprio dei giovincelli: Brits, ex tallonatore dei Saracens porterà alla squadra i suoi 37 anni di avanti e indietro per i campi di mezzo mondo e lo stesso varrà il numero 8 Vermeulen di 32 anni. Nonostante ciò per la parte “gambe veloci” saranno forti dell’arrivo dell’ex ala Specma della ex squadra del Superugby e magari, quest’anno riusciranno a chiudere meno a ridosso della linea del fondo della classifica.
Acquisti: Shalck Brits – tallonatore, da Saracens / Rosco Specman – ala, da Cheetahs / Duane Vermeulen – terza linea centro, da Spears
Punti di riferimento: Handre Pollard – mediano d’apertura / Embrose Papier – mediano di mischia / Jesse Kriel – secondo centro

LIONS
Da tre anni arrivano in finale contro i campioni neozelandesi in carica Crusaders uscendone però sempre sconfitti. Dopo 12 vittorie e 8 sconfitte nella scorsa edizione ci domandiamo se il 2019 sarà il loro anno. Non lo sappiamo, ma intanto possiamo dirvi che tra la loro rosa hanno nomi importanti anche della Nazionale sudafricana come il tallonatore Marx, il numero 10 per eccellenza dei Boks Janjties (di cui ci chiediamo ancora come si pronunci il cognome) e l’ala – migliore rivelazione del 2018 secondo World Rugby – Dyantyi. Purtroppo concedono a Gloucester Mostert, seconda linea anche in maglia verde-gialla, giocatore di punta della mischia e delle rimesse dei Lions. L’unico acquisto di rilevanza della squadra è il pilone sinistro Mienie che arriva dalla Currie Cup.
Acquisto: Danie Mienie – pilone sinistro, da Golden Lions
Punti di riferimento: Malcolm Marx – tallonatore / Elton Janjties – mediano di mischia / Aphiwe Dyantyi – ala

SHARKS
La tipica squadra formato famiglia, alla pari dei Barrett nei Crusaders/Chiefs, gli Sharks contano i due gemelli Du Preez in mischia, il mediano d’apertura e l’allenatore. Nonostante abbiano dei bei nomi all’interno della propria squadra non riescono a dargli abbastanza risalto da farli arrivare in Nazionale, oppure a giocare da titolari durante le partite in maglia Boks. L’ottimo pilone Mtawira, l’ala Maapimpi surclassato da Dyantyi, il tallonatore van der Merwe e il capitano Botha sono ottimi atleti, ma forse non abbastanza. L’anno scorso hanno finito la stagione a metà della classifica della propria conference e in quella generale. Per questo 2019 vedremo come andranno le prime partite per decidere già se scommettere o meno nella squadra di Durban.
Acquisto: Ruben van Heerden – seconda linea, da Natal Sharks e Bulls
Punti di riferimento: Curwin Bosch – estremo / Makazole Maapimpi – ala / Tendai Mtawira – pilone sinistro / Daniel du Preez – terza linea centro

STORMERS
Nonostante la loro squadra sia formata da nomi di spicco della Nazionale sudafricana, gli Stormers – o i Thor dell’edizione 2019 – non riescono a cavarne un ragno dal buco. Chiusa la stagione passata con soli 29 punti, vale a dire terzultimi a pari merito con i sopracitati Bulls, quest’anno hanno deciso di dare spazio alle gambe di un noto rugbista della rugby 7s Nel. A lui si uniranno nomi già noti come De Allende, Senatla per i trequarti e il capitano Etzebeth, il giovane e promettente pilone Kitshoff e il capitano nero dei Boks Kolisi per la mischia.
Acquisto: Ruhan Nel – secondo centro, da Sud Africa 7s
Punti di riferimento: Eben Etzebeth – seconda linea / Steven Kitshoff – pilone sinistro / Siya Kolisi – flanker destro / Seabelo Senatla – ala

JAGUARES
Arrivati ai quarti di finale nel 2018 gli argentini hanno regalo ai loro tifosi una stagione a dir poco inverosimile. Il miglioramento della squadra, grazie anche al cambio ai vertici del CT con Ledesma, ha regalato soddisfazioni sia all’interno del Superugby per poi riflettere il miglioramento anche con la Nazionale dei Pumas. Chiudendo al 7° posto su 15 i felini di Buenos Aires hanno cominciato ad ingranare la marcia giusta, senza contare che fanno parte della competizione da soli 3 anni. I Jaguares, oltre ad avere alcune tra le maglie più belle della competizione del 2019, possono contare su atleti come Creevy, Landajo, Lavanini, Matera e Moroni. Purtroppo però, hanno dovuto dire addio a “el mago” Nicholas Sanchez ceduto ai francesi dello Stade Francais.
Punti di riferimento: Augustin Creevy – tallonatore / Tomas Lavanini – seconda linea / Pablo Matera – flanker sinistro

di Andrea Aversa, Antonio Mattia e Chiara Bustreo

 

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