XRugby, le nuove regole del rugby moderno 0 8056

Non sarò polemica più di quello che concerne il buon senso e l’idea di libera espressione (anche perché gli avvocati si fanno pagare profumatamente). Non sarò polemica perché di polveroni ne è già pieno il web e non sarò polemica perché pensando a tutto ciò che sta accadendo vorrei non affondare troppo i piedi in un campo che spero affronterò solo con i tacchetti ai piedi e con le mie compagne di squadra al fianco.

La creazione dell’XRugby ha suscitato polemiche, speranze, scontri ed approvazioni.

Oggi vi spieghiamo come queste nuove regole cambieranno la vita delle giocatrici di Coppa Italia Seniores che dalla prossima stagione dovranno giocare come in un torneo U6.

 

RIMESSA LATERALE

2017: L’allineamento dovrà essere fatto tra 3 metri dalla linea di touch e 10 metri dalla stessa. Il numero MINIMO di partecipanti è 2. Non è stabilito il numero massimo. E’ possibile sollevare un giocatore per la conquista del pallone.

2018 : Una rimessa laterale è composta da tre giocatori qualsiasi per ciascuna squadra. Due giocatori prendono posizione nell’allineamento, tutti dietro un segno, a 5 metri, indicato dall’arbitro. Il terzo giocatore della squadra che deve effettuare il lancio lancia il pallone, mentre il terzo giocatore della squadra avversaria è posizionato entro cinque metri dalla linea di touche. Non è permesso sollevare i giocatori.

MADDA, 22 anni – ala veloce ma con ignoranza da pilone e pure lo stomaco: prima di ogni allenamento non si fa mancare un bel piatto di peperonata.

Ci siamo allenate un sacco sulle touche a 3, facevamo mete a ‘manego’ cosìa nastro, ndr – . E adesso non possiamo più farle? E mi riusciva pure discretamente prendere la palla in volo…”. Questo commento, condito da varie esclamazioni venete, è stato fatto da una longilinea ragazza che si è fatta il mazzo per imparare a tenere duri i muscoli di qualsiasi parte del corpo per saltare al di sopra delle avversarie ed impossessarsi del pallone che poteva concedere l’opportunità di segnare una meta.

 

MAUL

2017: Funzionamento regolare.

2018: Una maul comprende massimo tre giocatori per ciascuna squadra.

ALENA, 18 anni – primo centro che deve ancora scoprire le sue potenzialità, ha un abbonamento all’ospedale per i traumi cranici

Io quasi quasi vado a giocare a bocce.” Questo il commento di un centro pazzesco, che si è vista togliere le ammucchiate in maul che le piacevano tanto. Dopo aver sollevato Madda c’era il momento “VANNO VANNO VANNO!”. Le maul la facevano sentire come se lei e le sue compagne fossero abbastanza forti insieme da spingere un trattore in panne fermo in tangenziale fino a casa.

 

COMPUTO DEL PUNTEGGIO

2017: Le mete sono trasformate dopo ogni meta, all’interno dell’area dei 22 metri e al centro dei pali, in drop o in piazzato, a scelta del calciatore.

2018: La segnatura di una meta vale 5 punti, a meno che non sia segnata nella “Max Zone” – uno spazio largo 15 metri al centro dell’area di meta. Una meta segnata in questa zona vale 7 punti. Non ci sono calci di trasformazione nell’ XRugby.

SANTI, 28 anni – denominata “manine Santi” è un 10 oculato che ti piazza la palla tra le mani anche mentre è a testa in giù grazie a calci o a passaggi. Potrebbe avere ottime performance al tiro al piattello.

Sono la più vecchia ormai, non posso finire i miei giorni di rugby perché mi sono stancata di giocarci. Voglio uscire dal campo solo quando sarò rotta.” Quasi quasi se ne andava in una squadra old, ma lei vuole rimanere con la sua squadra, che sta vedendo crescere e migliorare anno dopo anno. Peccato non essere riuscite a raccattare altre 15/20 persone per formare una squadra da Serie A.

 

MISCHIA

2017: La mischia è CONTEST, ma senza ingaggio, dando ad entrambe le squadre la possibilità di ottenere il possesso del pallone. I tempi saranno 1-BASSI, 2-LEGA, 3-VIA. Nel caso una squadra NON avesse giocatrici allenate al gioco della mischia e/o minorenni, sarà possibile disputare la gara con la mischia NO CONTEST, e la stessa risulterà vinta dalla squadra avversaria per 20-0. Non è possibile schierare minorenni in prima linea.

2018: Una mischia è formata da tre giocatori qualsiasi per ciascuna squadra. Nessuna delle due squadre può spingere dal punto segnato, ma è una mischia con contesa in quanto entrambe le squadre possono tallonare il pallone e vincerne quindi il possesso in mischia.

LUNA, 17 anni – insegue la passione di essere pilone da una vita, spinge come un toro e non la ferma nessuno. Figuratevi quando si imbatte in un mediano durante la sua linea di attacco.

Quest’anno finalmente si avverava il mio sogno di fare il pilone e ora mi tolgono pure la spinta in mischia…quasi quasi vado a giocare a 15”. Questa è una quasi diciottenne che nemmeno nel prossimo campionato riuscirà ad avverare il suo sogno di travolgere i piloni avversari.

 

CALCI

2017: Funzionamento regolare.

2018: L’azione di calciare è permessa solo nel gioco aperto, dalle mani e il pallone deve essere calciato dentro il campo (in stile calcio rasoterra – grubber). La sanzione per qualsiasi altro tipo di calcio è un tap-and-play sul luogo dell’infrazione.

GIADA, 18 anni – i calcetti tattici sono il suo forte, hop, a scalvacare l’avversario, riprende la palla al volo e schiaccia in meta. Ops, schiacciava…

La tristezza negli occhi di un mediano coraggioso che con i suoi calcetti tattici a scavalcare faceva gioire i pochi tifosi presenti negli spalti durante i concentramenti di Coppa Italia. Da quest’anno non potrà più farlo. Non una parola, se non una frase improrogabile “Io voglio giocare a rugby”.

 

CALCI D’INIZIO

2017: I calci d’invio vengono battuti dalla linea di centro campo, dalla squadra che ha segnato la meta. La squadra che riceve si deve portare ad almeno 7 metri dalla linea di centrocampo.

2018:Una squadra batte un calcio d’inizio con un tap-and-play che deve essere eseguito su o dietro il centro della linea di metà campo. Dopo una segnatura, il gioco riprende quando l’arbitro dà il segnale e verrà battuto un tap-and-play dalla squadra che non ha segnato.

PINKIE, 23 anni – ala che se ne sbatte e corre incontro al pericolo: grazie ai calci di inizio di Giada, vuole far prendere un spavento alla malcapitata avversaria che, non appena prenderà al volo il pallone, si troverà lei davanti pronta a non farle guadagnare nemmeno un metro.

Stanno trasformando lo sport di cui mi sono innamorata in un gioco da insegnare a chi è alle prime armi. Ho iniziato avendo paura dei placcaggi e collezionando ematomi, vorrei continuasse ad essere così.” Un’ala che si è domandata addirittura se potesse cominciare a fare gli in-avanti senza avere delle conseguenze.

 

FRONTINO (“hand-off”)

2017: E’ vietato a qualsiasi giocatore fare un “frontino” ad un avversario. Il giocatore portatore del pallone potrà usare la mano per difendersi da un avversario che sta tentando di placcarlo ma potrà farlo solo spingendo l’avversario sul corpo, no alle spalle, e non sulla testa (nemmeno sulla faccia, ndr).

2018: Il frontino deve essere un’azione di spinta esercitata sotto la linea delle ascelle.

EVA, 19 anni – capitana saggia e giocatrice agguerrita. Ai torti o ai giochetti sporchi delle avversarie risponde sempre con una meta.

Ti ricordi tutte quelle volte che non sono stati fischiati i frontini (fuori regolamento) e ci ritrovavamo in 2-3 con labbra e naso sanguinanti? Bah, forse quest’anno gli arbitri li fischieranno di più.” E’ la trascinatrice della squadra che sta cercando in tutti i modi di trovare una “casa” per tutte le sue ragazze. Una casa in cui si gioca a rugby, ovviamente.

 

Oltre a tutte queste regole ce ne sono molte altre che potete trovare qui come il placcaggio al di sotto delle ascelle, i numeri dei convocati, ecc…

La nostra non vuole essere una polemica fine a se stessa e quindi vogliamo porvi dei quesiti: come specificato dalla federazione, questa è veramente la forma adattata del gioco con intensità e contatto ridotti che può formare le future rugbiste di un domani? E’ veramente concepito per coinvolgere nuovi giocatori e mantenere quelli a rischio di abbandonare il mondo della palla ovale?

Se vi trovate in una realtà dove è difficile raggiungere i numeri e gli sponsor per formare una squadra a 15 e l’unico modo per giocare a rugby (serio) è andare in un’altra squadra e sfaldare quella già esistente non hanno molto senso questi discorsi. Così il rugby non si arricchisce, anzi si distrugge, e nel peggiore dei modi: dall’interno.

Sarebbe di sicuro un gioco più sicuro e controllato, ma queste sono soluzioni che, specificato sempre nel sito di riferimento World Rugby, vengono usate sì, nei maggiori paesi con cultura rugbistica, ma per altri fini. Ad esempio in Nuova Zelanda, così come in Irlanda e in Australia, questa tipologia di gioco si rivolge a persone che si approcciano per la prima volta al mondo del rugby, durante lezioni nelle scuole come gioco a scopo ricreativo. Con queste nuove regole si coinvolgono anche giocatori adulti non in attività e che, dopo un onorato servizio nel mondo del rugby, non vogliono smettere di giocare e allora lo fanno in maniera più “soft”.

Non essendo un gioco “vero” molte ragazze alle prime armi si potrebbero stancare ed abbandonare e non sarebbe per nulla propedeutico per chi, un domani, volesse cominciare a giocare in una squadra a 15, che è il principale scopo di questa riforma rugbistica, data la diversità di approccio del gioco.

Sono stati mesi difficili, ci dicono, per raggiungere questa “significativa modificazione del format competitivo dell’area sviluppo e del settore giovanile” tanto che la competizione è stata tolta: non ci saranno più le finali ma quattro “Feste del Rugby Femminile” e, scusate, ma un po’ di sana competizione ci sta sempre. Questa nuova tipologia di Coppa Italia sarà in continuo mutamento per i futuri 2 anni che metteranno alla prova ragazze e Federazione. Noi, come le ragazze che ci giocano, staremo a vedere che trasformazioni potrà subire il gioco ed assisteremo al rafforzamento o al cancellazione di una parte del rugby italiano.

di Chiara Bustreo

 

 

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